Juventus, pessima figura col Verona: l'analisi di Sconcerti

Mario Sconcerti, una delle firme pił autorevoli del Corriere della Sera, ha commentato la debacle della compagine di Massimiliano Allegri.
La Juventus, contro il Verona, ha rimediato l'ennesima sconfitta stagionale. I bianconeri sono staccatissimi da Napoli e Milan, al momento appaiate in testa alla classifica. Il rischio concreto per Massimiliano Allegri è quello di ritrovarsi a meno sedici punti dalla vetta dopo appena undici giornate di campionato. Una debacle difficilmente pronosticabile a inizio stagione. Ne ha parlato il giornalista del Corriere della Sera, Mario Sconcerti, nel suo editoriale: "Oggi dopo Agnelli è rimasto Nedved. Dai vertici alle basi dirigenziali non c’è più storia della Juve, è difficile pensare ormai anche Nedved come esempio della grande cultura juventina".
Sconcerti ha poi aggiunto: "È come se il giovane Agnelli, l’intera nuova generazione delle varie anime della famiglia, si fosse chiusa sulla propria gioventù rifiutando il passato. Non c’è più tradizione, senso dei costumi, in questa Juve. Non tramanda. Perché eliminare da ragazzi Del Piero, Vialli, Tardelli, lo stesso Chiellini, Platini? Chi insegna oggi il senso vero della Juve? Tra i suoi dirigenti, chi può essere sicuro di essere ancora lì fra quattro anni? Forse nemmeno Agnelli. È questa oscillazione di forze che ha reso poco gestibile la Juve. Ognuno difende se stesso, si trincera dietro un’idea non gradita all’altro".








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