James Senese: "Da sempre dalla parte dei perdenti. Retroscena su Pino Daniele. Scriverei l'inno del Napoli"

Il grande sassofonista James Senese ha toccato diversi argomenti nel corso della sua intervista ai microfoni di AreaNapoli.it.
James Senese, il sassofonista italo-americano più famoso della penisola, è nato a Napoli. Un vanto per la nostra città e sembra che certa critica se ne sia accorta anche se, forse, con un certo ritardo. Il grande musicista, infatti, ha vinto il suo primo importante riconoscimento solo all'età di 71 anni. Nel 2016 si è aggiudicato il prestigioso Premio Tenco sbaragliando la concorrenza con "'O Sanghe", migliore album in dialetto. Senese ha poi sfiorato il bis con "James is back", cd pubblicato nel 2021 che si è classificato secondo ad appena un voto dagli 'A67, vincitori dell'ultima edizione. James Senese ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ad AreaNapoli.it: "Sono contento di essere così apprezzato. Certi riconoscimenti non possono che rendermi felice".
Domenica 17 luglio torna a suonare dal vivo a Napoli in occasione della rassegna Livingstone Sunset nella splendida cornice balneare del Lido Varca d'Oro di Marina di Varcaturo. Che spettacolo sarà?
"Io sono uno dei musicisti più attenti al popolo e con il mio spettacolo cercherò di dare il massimo a chi viene ad ascoltarmi. Voglio toccare le corde del cuore dei miei estimatori, tirare fuori i loro sentimenti. Essendo napoletano e americano la mia musica è in grado di spaziare tra più generi".
Ha appena parlato di sentimenti. Lei ha suonato e cantato i vinti, quelli che non hanno mai avuto voce. Quanto è importante per lei percorrere la strada dei sentimenti per superare il male che ci affligge?
"Sono da sempre dalla parte dei perdenti. Attenzione però: i perdenti non sono solo i poveri, ma siamo anche noi, il popolo. Ci danno la cioccolata, ma fanno tutto quello che vogliono. Noi siamo delle formiche, c'è questo sistema sopra di noi che non ci tutela come meriteremmo".
Le sue parole mi fanno venire in mente un vecchio brano di Pino Daniele dal titolo "'Na tazzulella 'e cafè". Il testo, tradotto in italiano, recita più o meno così: "Siamo stremati dalla fame, ma invece di aiutarci ci riempiono di caffè". Insomma, chi è sopra di noi non pensa al popolo anche se, a volte, gli dà un contentino. A proposto di Pino Daniele, che ricordi ha del grande musicista partenopeo? Cosa le manca più di Pino?
"Mi manca tantissimo. Lui ha fatto parte dei Napoli Centrale, l'ho aiutato nel linguaggio musicale. Le posso raccontare un retroscena. In molti, inizialmente, non credevano in Pino Daniele. Io invece l'ho sempre apprezzato. Gli davo anche parte dei miei compensi che percepivo con i Napoli Centrale perché ero convinto che potesse fare un grande percorso musicale e i fatti mi hanno dato ragione".
In più di mezzo secolo di carriera Senese ha attraversato generi, epoche, mode, senza lasciarsi mai corrompere dal mercato. Che consigli vuole dare ai giovani in una epoca in cui prevale la musica usa e getta?
"Quando noi abbiamo iniziato eravamo mossi da una grande passione, dalla voglia matta di emergere. Avevamo dei sentimenti. Oggi invece si vuole tutto e subito. Noi dovevamo portare il cibo a casa, eravamo motivatissimi. Il mio consiglio è quello di approcciarsi a questo mestiere con la massima serietà. I giovani dovrebbero fare musica senza andare dietro le mode. Il rischio, in assenza di quel sano fuoco che arde dentro, è di durare poco".
Lei è anche un grande tifoso del Napoli. Canterebbe l'inno se i partenopei vincessero lo scudetto?
"Come no, sarebbe bellissimo per me. Una bella gioia non solo per il Napoli, ma anche per tutto il Sud".
Intanto Koulibaly è vicino al Chelsea
"Dispiace da tifoso del Napoli. Ma ritengo sia una questione di business, ci sono degli interessi superiori che purtroppo porteranno il senegalese lontano dal capoluogo campano".
Quali sono i suoi progetti futuri? Cosa bolle in pentola?
"Io non mi fermo un attimo. Devo suonare, compongo sempre, ho già pronto il disco per l'anno prossimo. Per me la musica è vita, devo suonare in tutti i posti. Cercherò sempre di tirare fuori quel forte sentimento che spero sia condiviso anche da tante altre persone".
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