Ibrahimovic: "Dov'era Dio quando mio fratello è morto di leucemia?"

"Se venisse qualcuno a casa mia, e succede raramente, non capirebbe che sono stato un calciatore", le parole dello svedese.
Lunga intervista di Zlatan Ibrahimovic a The Athletic nel corso della tournée del Milan negli Usa. Nell'hotel del New Jersey che ospita i rossoneri, l'ex bomber ha svariato su molti temi. Ad un certo punto il giornalista gli chiede poi dei tatuaggi. "Credi di potermi capire dalle scritte sul mio corpo? Vabbè, andiamo, spara". Si parte dalla scritta "Solo Dio può giudicarmi". "Non sono credente. Credo nel rispetto. Quindi quelle parole significano che solo io posso giudicarmi. Le faccio un esempio: quando mio fratello è morto di leucemia dov'era Dio per aiutarlo? Lo preghi tutti i giorni, lo ringrazi tutti i giorni, ma dov'era in quei momenti? Nel mio mondo, sei tu il tuo dio. E' quello in cui credo".
E poi: "Perché ho cambiato così tante squadre? Per mettermi alla prova, uscire sempre dalla mia comfort zone, testare nuove acque". "I miei trofei per ora sono in cantina ma un giorno mi piacerebbe costruire una stanza dove esporli. Se venisse qualcuno a casa mia, e succede raramente - siamo una famiglia molto riservata - non capirebbe che sono stato un calciatore. C'è solo una foto dei miei piedi, per ricordare che tutto quello che ho arriva da lì".






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