Giannini: "Ho aperto un ristorante in Costa Smeralda. Io e Totti fatti fuori dalla Roma..."
In un'intervista l'ex calciatore Giuseppe Giannini ha raccontato alcuni retroscena legati alla sua vita.

Intervistato in esclusiva da Il Messaggero, Giuseppe Giannini ha ricordato il momento in cui è diventato capitano della Roma: "Quando Bruno Conti prese sei giornate di squalifica dopo gli insulti a Lanese in un Ascoli-Roma. Liedholm comunicò che sarei stato io il capitano. Dietro a quel pezzo di stoffa c'è una storia, una città, le sue tradizioni, le passioni di un popolo. La fascia è stata sul braccio di gente come Losi, Di Bartolomei e tanti altri. Sì, tante responsabilità, ma sempre un piacere. Io ho sempre fatto quello che sentivo, non studiavo a tavolino i miei comportamenti. Andavo a braccio".
Poi l'ex centrocampista giallorosso si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: "Sono contento per Daniele, lui conosce le mura di Trigoria e basta quello per sapere cosa sia il meglio da fare, per questo è l’uomo giusto per la Roma. La storia della mancanza d’esperienza è una fesseria. Quando conosci a memoria quell’ambiente hai una marcia in più. A me dicevano sempre: "tu sei Giannini, non posso mica darti gli allievi nazionali". Con questa storia sono sempre rimasto fuori, e per lui è un po’ cosi. Tutte scuse".
In conclusione, Giannini ha rivelato di aver fatto un investimento extra calcio: "Ho aperto un ristorante in Costa Smeralda cinque anni fa, lo gestisce mia figlia. Stiamo in famiglia, con qualche amico e stop".
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