Fedele: "Juve-Napoli spot del non calcio. Olivera andava punito"
L'analisi di Enrico Fedele di quanto visto nel match di sabato tra Juventus e Napoli, che hanno pareggiato a Torino.

Enrico Fedele si è soffermato su Juventus-Napoli ai microfoni di Radio Marte. "Avevo detto che il Napoli dovesse rinfoltire il centrocampo e passare alla difesa a quattro... Fino a domenica scorsa, gli azzurri avevano preso 48 tiri in porta, una media di 12 a partita: troppi, per un club di vertice. Conte, da buon imbonitore, non ha mai detto la verità prima o dopo le gare, perché sa che in conferenza non ci si scopre. Ora - aggiunge Fedele - il mister dice d'aver dovuto fare una scelta perché a centrocampo ha più giocatori di inizio campionato... Per fortuna, ha cambiato".
"L'ostinazione - sottolinea l'opinionista - fa parte di chi non viene dal calcio ed è convinto che il tatticismo abbia il sopravvento sul talento. Chi ha fatto calcio, invece, agisce diversamente. Juve-Napoli è stato uno spot del non calcio, a differenza di Inter-Milan, che è stato sì uno spot di calcio! Il calcio italiano ti fa accettare la sfida, anche se poi vinci in contropiede".
E ancora: "Retropassaggio Olivera non fischiato? Dobbiamo essere seri, non di parte. il giocatore ferma la palla e, nel farlo, interrompe l'azione, mettendo il compagno in condizione di prenderla. Insomma, è una ripresa, non una carambola: si parla di interruzione e, per questo, il gesto dell'uruguaiano andava punito. Olivera arretrava con il corpo? Non c'entra nulla. Lasciate perdere la causa: conta l'effetto. Caprile avrebbe fatto meglio a rinviare con i piedi? Magari sì" conclude Fedele.
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