Fedele: "Conte difensivista, contro il Milan aveva una paura"

Enrico Fedele si è soffermato sulla fase difensiva del Napoli, uscito vittorioso dal big match di San Siro nella decima giornata di Serie A.
Enrico Fedele, ex procuratore dei fratelli Fabio e Paolo Cannavaro, nonché dirigente sportivo che per anni ha lavorato nel Parma di Calisto Tanti, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 'Marte Sport Live', trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Marte.
"Antonio Conte - ha esordito l'opinionista partenopeo - è il più grande difensivista, fa una difesa all'italiana. Difendere, però, non vuol dire buttare la palla fuori, ma saper fare catenaccio: per questo parlo di 'fattore C2', quando analizzo il Napoli" ha affermato l'ospite radiofonico, rispondendo alle domande degli speaker Dario Sarnataro, giornalista del quotidiano 'Il Mattino', ed Emanuela Castelli.
"Lo si è visto - incalza Fedele - anche col Milan, con Politano che faceva il quinto e Di Lorenzo che limitava le sue scorribande, perché Conte aveva paura che giocasse Leao, che poi ha creato problemi quando è entrato. Non a caso, Conte ha poi schierato Mazzocchi per rinforzare quella fascia. Si pensa a difendere e poi si butta la palla avanti, dove devono vedersela quei due Lukaku e Kvara, ndr)".






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