De Laurentiis: "Mondiali fantastici, la verità su Infantino. Olimpiadi 2034 tra Roma e Napoli? Incredibile"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a Pascal Vicedomini nel corso della trasmissione "Paradise".
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una intervista alla trasmissione “Paradise” ai microfoni di Pascal Vicedomini. Tanti i temi trattati, dai Mondiali in USA, Canada e Messico vinti dalla Spagna che ha battuto in finale l'Argentina, al centenario del club che presiede.
De Laurentiis: "Mondiali fantastici, la verità su Infantino"
Queste le parole di De Laurentiis sui Mondiali: "Sono stati fantastici. Non me lo aspettavo. Francamente credevo fossero un buco nell’acqua. A Los Angeles sono andato a vedere due partite in questo bellissimo stadio coperto che è costato 6 miliardi di dollari, con una efficienza che ho riscontrato poche volte nel mondo del calcio. Ero molto dubbioso, ma devo fare i complimenti a Infantino, che ora è nell’occhio del ciclone perché, come sempre, ora che ha avuto successo, vorrebbero buttarlo giù dalla torre".
Poi su Trump che ha detto che vorrebbe organizzare da solo, come USA, i Mondiali del 2038: “Io credo che l’America sia un Paese molto importante. Se tu pensi al basket, ad un certo punto era entrato in crisi, hanno avuto la forza e il coraggio di fermarsi per alcuni mesi per poi ripartire. Hanno formato trenta società, capendo che il basket doveva viaggiare come una industria vera e propria. Noi in Europa continuiamo a dire che il calcio è una industria, ma siamo rimasti legati ad un concetto quasi ottocentesco. Non c’è nessuno che ha voglia di guardare al futuro. In Europa sia nel calcio che nel basket i conti non tornano. Anche l’Inghilterra ha un saldo negativo. Troppi interessi, troppe persone, troppe situazioni ideologicamente contrastanti: non c’è mai il coraggio di fermarsi come hanno fatto in USA. Bisogna fermarsi, ragionare di fronte ad un tavolo e cambiare”.
"In Italia facciamo solo tarantelle"
Su Malagò, nuovo presidente FIGC: "L’Italia è un Paese straordinario che accontenta sempre tutti, lo vedremo con l’America’s Cup. Malagò è un imprenditore nato, un uomo che riesce a creare un concetto di socializzazione molto coinvolgente. Bisogna saper coinvolgere ed è la cosa più complessa in un Paese così giovane come l’Italia. Ci sono molte cose da dover mettere a posto e Malagò può essere l’uomo giusto. Bisognerebbe ricordare a tutti che l’Italia è un paese unico, non è frazionabile ed invece siamo ancora a litigare tra Nord e Sud, in un'epoca nel 700 in cui Napoli era la capitale di tutto. Ed oggi? Facciamo solo tarantelle”.
"Olimpiadi del 2034 tra Roma e Napoli? Incredibile"
Sull’America’s Cup: "Napoli ha avuto talmente tante situazioni tragiche ma, fortunatamente, da quando sono arrivato io nel 2004 ha cominciato una grande ascesa. L’America’s Cup è una vetrina formidabile a cui non si può rinunciare. Dunque chapeau a Manfredi che ha saputo portarla a Napoli che sarà grande protagonista in Europa e nel mondo. Olimpiadi del 2034 tra Roma e Napoli? Le vedrei in maniera fantastica, incredibile. Roma Caput Mundi e Napoli con il porto più bello per conciliare l’amore”.
Sul mito che lui ha mollato Hollywood per fare il presidente del Napoli: “Io non ho mollato Hollywood, tuttavia c’è una evoluzione nel mondo del cinema. Il cinema è stata la prima industria negli USA fino agli anni 90, poi è cambiato tutto. E con il Covid le piattaforme hanno preso il sopravvento. Netflix, Apple, Amazon hanno fatto tutte un passo in avanti ed hanno cambiato il modello del cinema così come si concepiva una volta. Dobbiamo tutti comprendere questo cambiamento e riuscire a stabilire che la figura del produttore indipendente è una figura imprenditorialmente ineccepibile. Il rapporto non deve essere di sudditanza, ma di complementarietà tra il mondo delle piattaforme e quello dei produttori”.
"Dobbiamo capire come cambiano i giovani"
Sulla direzione dello showbiz: "Noi dobbiamo capire come cambiano i giovani. Come si devono spostare da questa troppo sintonica visione a tutto ciò che è device. Bisogna che loro riescano, un’altra volta, a rapportarsi con degli eventi. Nel mondo della musica ci sono riusciti. Una volta c’era il disco, oggi ci sono i concerti da 250mila persone. C’è un rapporto diverso che sicuramente cambierà ancora di più. Visto il successo che ha avuto il film su Michael Jackson e quello sui Queen? Viviamo in un mondo in cui siamo tutti connessi, ma con una politica sconnessa, divisiva".






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