Esposito: "Dimissioni Sarri, è paradossale. Al Napoli manca il dodicesimo uomo"
L'ex giocatore di Napoli e Lazio ha detto la sua su ciò che è accaduto quest'anno sulle panchine di Serie A.

L'ex attaccante Massimiliano Esposito è intervenuto a 1 Station Radio, durante 1 Football Club, programma di Luca Cerchione: "La panchina della Lazio andrà a Martusciello, dopo le dimissioni di Sarri? “Tutto questo succede molto più spesso in Italia. Negli altri campionati non leggo mai di allenatori che si dimettono o che vengono mandati via. È paradossale, non c’è programmazione, le cose si fanno tanto per farle. Una volta si creava la squadra, si prendeva l’allenatore e si aspettava che fosse completata la stagione per poter intervenire l’anno successivo. Adesso, ogni anno partono cinque o sei giocatori e ne arrivano quattro o cinque. Non c’è possibilità di affidarsi ad un gruppo omogeneo e consolidato, che possa consentire di raggiungere gli obiettivi”.
E ancora: "Come hanno fatto Napoli e Lazio a dilapidare il vantaggio sulle inseguitrici della passata stagione? Si parla sempre di programmazione. Il Napoli aveva un allenatore che nel primo anno aveva fatto benissimo e nel successivo ha vinto lo scudetto. Sarri aveva fatto bene nei primi anni, poi si è rotto qualcosa. Il club azzurro non ha avuto programmazione. Eppure, i partenopei avevano un vantaggio enorme, potendo iniziare a programmare quando, ormai, si era già consapevoli del successo a fine stagione. Non ci si è mossi preventivamente sull’addio di Spalletti e ci si è ritrovati senza allenatore".
"Si è dovuto prendere un allenatore che non si è rivelato essere quello giusto per gli azzurri, anche se il dopo Spalletti non sarebbe stato facile per nessuno. Si è scelto l’esonero e l’arrivo di un amico che, però, non andava bene per la rosa che era stata costruita. Oggi, c’è Calzona, ex vice di Sarri e Spalletti".
"I secondi allenatori, spesso, fanno più dei primi, i quali sono portati maggiormente a gestire. Calzona ha riportato principi di gioco con cui la squadra ha confidenza, nonché l’armonia. Quest’anno, però, nel Napoli non manca un giocatore, quello che definisco il dodicesimo uomo: la fame di vittoria. Il Napoli paga anche questo”.
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