Eriksson confessò: "Lo marcavi a uomo o a zona, ti distruggeva. Il più grande di tutti"
Qualche tempo fa l'ex allenatore Sven Goran Eriksson aveva rivelato un aneddoto su un mito del calcio mondiale.

Sven Goran Eriksson è stato uno degli allenatori più amati dai tifosi italiani negli anni ottanta e novanta. L'ex tecnico svedese ci ha lasciato il 26 agosto scorso a causa di una malattia incurabile. In una recente intervista al The Guardian, l’ex tecnico svedese aveva rivelato alcuni retroscena della sua carriera.
Parlando dell’esperienza alla Roma dopo la finale del 1983, Eriksson ha raccontato: "È stato difficile motivare i giocatori dopo quella finale. Molti di loro avevano vinto tutto con il club e c’era una certa perdita di ambizione. Nei primi sei mesi mi sono chiesto se avessi fatto la scelta giusta. Quella stagione, Falcao ha giocato solo sette o otto partite a causa di un problema al ginocchio. Il resto della squadra lo considerava il leader. Mi dicevano: ‘Mister, non possiamo giocare senza Falcao’. E quando era in campo, la differenza si vedeva".
Successivamente, Eriksson aveva parlato di un altro grande campione italiano: "Baggio aveva tutto: una tecnica straordinaria, visione di gioco e ritmo. Ricordo una delle nostre prime partite in trasferta contro il Milan di Sacchi. Siamo riusciti a superare la metà campo solo due volte e abbiamo segnato due gol. Baggio ne fece uno e segnò l’altro. E non era certo una difesa qualunque: c’erano Baresi, Maldini, Costacurta e Tassotti".
Infine, aveva chiuso il discorso su Diego Armando Maradona: "Lo potevi marcare a zona, ma se gli lasciavi spazio, ti distruggeva. Lo potevi marcare a uomo, ma ti distruggeva comunque. Anche se gli mettevi sopra uno, due, tre uomini, per lui non cambiava nulla. Il risultato era sempre lo stesso. Era inarrestabile".
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