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Di Canio: "Trapattoni mi trattò male, venimmo quasi alle mani. Nello spogliatoio..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Di Canio: Trapattoni mi trattò male, venimmo quasi alle mani. Nello spogliatoio...

L'ex attaccante anche del Napoli, Paolo Di Canio, ha parlato di Gianluca Vialli: "Un ragazzo fantastico. È sempre stato sensibile ma, dopo la malattia, è ancora più curioso della vita e delle persone".


Paolo Di Canio si è proiettato alla partita tra la Lazio e la Juventus (due sue ex squadre) nel corso della sua intervista al Corriere dello Sport: "Ringrazio sempre l'ambiente Juve per come mi ha formato a livello professionale e umano. Venendo dalla Lazio, ho incontrato regole più rigide. Uno dei primi giorni mi chiama Boniperti perché la sera prima ero tornato a casa dopo le 22. La presi come una sfida: mi sentivo in difetto, avevo voglia di dimostrare che sarei stato all'altezza delle loro regole. I miei genitori mi hanno trasmesso valori giusti, a partire da mio padre che lavorava tutto il giorno come muratore. Ho avuto problemi con diversi allenatori, potevano dire che rompevo i coglioni perché devo dire sempre la mia, questo sì, ma nessuno di loro poteva dire che non rispettassi le regole di gruppo o che fossi svogliato".


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PROBLEMI CON TRAPATTONI - "Mi dispiacque come mi trattò. Per convincermi ad andar via dalla Juve mi fece entrare all'ultimo minuto di un'amichevole estiva con il Palermo, dopo aver fatto entrare tutti i ragazzi della Primavera. Ci fu maretta nello spogliatoio. Col Trap sono quasi venuto alle mani, fu Gianluca Vialli a trattenermi. Ci fu maretta nello spogliatoio. Ne ho fatte tante di c***ate, ma nessuno mi potrà mai contestare comportamenti poco professionali. Anche quella volta accettai di entrare per trenta secondi".


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VIALLI - "Un ragazzo fantastico. È sempre stato sensibile ma, dopo la malattia, è ancora più curioso della vita e delle persone. Domanda, partecipa. Sicuro di sé sempre, ma più morbido ed esposto alle cose".

LA JUVE DI INIZIO ANNI NOVANTA - "Non c'erano leader veri. Io, da giovane scapolo, preferivo frequentare due adulti trentenni come Galia e De Agostini. Mi piaceva capire, imparare cose nuove. La moglie di De Agostini produceva il Picolit e imparai a conoscere il vino oltre che il tartufo bianco, io che ero cresciuto bevendo con mio padre l'aranciata mista al Tavernello".

ALLEGRI CONTRO SARRI - "La Juve che cerca il passato contro la Lazio che cerca il suo futuro. Stanno cercando entrambe la quadra. Allegri cerca la squadra compatta e solida del passato. Il problema è che quella di oggi è più fragile: non basta fare un gol per stare al riparo. Il centrocampo non funziona. Non costruisce bene e non fa filtro. Sono tutti filiformi là in mezzo, alti e lenti nei primi passi".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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