De Laurentiis annuncia l'addio di Spalletti: "Vuole un anno sabbatico"
Le parole del presidente Aurelio De Laurentiis, ospite di Fabio Fazio per l'ultima sua puntata alla conduzione di Che tempo che fa.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Rai 3, nel corso di Che tempo che fa, trasmissione condotta da Fabio Fazio. "Nessuno dava il Napoli per favorito, tranne me? Mi sono ritrovato in una conferenza stampa di giugno ed erano andati via diversi giocatori che avevano fatto il loro tempo... I giornalisti, in quella occasione, mi hanno chiesto cosa pensassi di fare ed io ho risposto di poter vincere lo Scudetto. La reazione è stata quella di uno sgomento totale, ed anche Luciano Spalletti era sgomento, perché non poteva sapere chi avessimo già acquistato. E' stato un grandissimo allenatore di quei ragazzi. Gli allenatori si dividono tra quelli che vogliono fare mercato e quelli che allenano: Spalletti è uno di questi ultimi. Va via? Spalletti è un uomo libero. Dopo cinquant'anni di cinema, quando qualcuno viene da te e dice d'aver dato il massimo e d'aver chiuso un ciclo della sua vita, preferendo vivere un anno sabbatico, che fai, ti opponi? Devi essere generoso, ed io sono così. Lo ringrazio".
De Laurentiis ha poi aggiunto: "Maradona gioca ancora per noi? Diego è ancora con noi: gioca per noi e gli abbiamo intitolato il San Paolo. Vedrete quante cose cambieranno quando mi avranno dato lo stadio... Voglio il Maradona per 99 anni: il Comune deve darmelo, sennò mi faccio uno stadio a Caserta. Quando avrò il Maradona, creeremo un grande museo dedicato a Diego e potremo anche celebrare matrimoni".
"Se ho consigliato io la maschera a Victor Osimhen? E' un grande risultato anche dal punto di vista del marketing: tutti i bambini la vogliono. Con i giocatori ho un bellissimo rapporto. Kvaratskhelia ha un cognome impronunciabile? Io mi limito a dire 'Kvara' (sorride, ndr). La mia famiglia, all'inizio, non era favorevole all'acquisto del Napoli? Di calcio non ne sapevo nulla, ma il cinema è talmente complesso che, quando pensi al calcio, ti dici: bah, che sarà mai? Io da ragazzino giocavo a basket, ma ho sempre avuto il Napoli come squadra del cuore. Quando ero a Los Angeles, pensavo sempre che calcio e cinema fossero due cose importantissime in termini di intrattenimento".
"In questo periodo stanno arrivando a Napoli tanti americani, sono impazziti e vogliono vedere le partite allo stadio: non c'è posto. E' partita una specie di febbre straordinaria. Ora dobbiamo solo comprare un giocatore giapponese? E' quello che stiamo facendo. Proprio poco fa, un amico mi ha mandato delle bozze di mercato per farmi da scouting in Giappone".
"Elodie alla festa Scudetto? Lei forse è tifosa di un'altra squadra, quindi non so... Faremo una grande festa e la presenterà Stefano De Martino. Elodie è una donna bellissima e dalla grande personalità. Per me, è perfetta per fare cinema. Lei è la classica diva, davvero straordinaria. Dobbiamo pensare a qualcosa per lei. Ho in mente qualcosa che la veda centrale nella sua storia. Deve essere un film di grande successo".
"Io voglio rivoluzionare il calcio? No, però voglio recuperare i giovanissimi, che si stanno rincretinendo con smartphone e piattaforme. Non hanno la pazienza e questo si traduce nella non passione. Vorrei parlare col Ministro dell'Educazione per insegnare ai bambini come diventare allenatori. Lo Spalletti della situazione o il Mourinho della situazione potrebbero registrare delle lezioni per i più piccoli, per recuperare così un pubblico importantissimo. Io sono un uomo molto sincero, ma la sincerità non paga, perché in Italia vige il leccaculismo. Quando non hai successo, sono pronti ad ucciderti; se invece ce l'hai, beh, sono tutti pronti ad adularti. Io, però, non sono così".
"Qual è il segreto per fare bene e mantenere un buon bilancio? Il segreto è fare impresa e non fare presa. Devi investire, non prendere. Se vuoi raccogliere, devi seminare. Le istituzioni devono fare tabula rasa e ripartire da zero con delle regole precise. Invece, fanno finta di niente. Non ci sono pari forze: se prendi un elefante e lo menti a concorrere col topolino, il topolino viene schiacciato. Ci sono campionati disequilibrati. I kart nn possono concorrere con la Formula 1".
"Nei miei contratti chiedo che mi vengano ceduti i diritti in tutto l'universo? Noi De Laurentiis abbiamo sempre avuto una grande cultura per la musica e possediamo una società da più di 1500 colonne sonore. Da piccolo, leggevo quei contratti e lì c'era scritto che erano validi 'nell'universo'. Se un astronauta sta andando su Marte, cosa gli manda la Nasa? Le immagini di una partita o di un film, o una musica; e quello non è l'universo?".
"Il mio incontro col Papa? Gli ho portato un piccolo dono, un piede di Maradona fatto prendendo come modello il calcio del vero piede di Diego. Un piede che servirà a dare un calcio alle ingiustizie del mondo".
"Programma per la festa Scudetto? Come detto, condurrà Stefano De Martino. La diretta su Rai 2 inizierà alle 21:01, dopo lo spot pubblicitario. Ci saranno tanti ospiti e cantanti. Supereremo la mezzanotte".
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