Conte: "Il Napoli è da rinforzare per il futuro. Il megafono a Capodichino? Vi racconto la verità. Juventus imbattuta"
Conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia della gara di campionato Napoli-Juventus valida per la 22esima giornata: "Dobbiamo fare altri step e continuare a lavorare".

Cresce l'attesa per Napoli-Juventus, big match della 22esima giornata del campionato di Serie A. Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa dal centro tecnico di Castel Volturno. "Meglio il Conte della Juventus o quello di oggi? Io sono arrivato nel 1991 da calciatore, non mi togliete la giovinezza. Sono passati 14 anni da quando arrivai alla Juventus come allenatore. Tra calciatore e allenatore ho trascorso 16 anni con la Juventus, gran parte della mia vita calcistica l'ho trascorsa lì, è stata per me una grandissima esperienza e un grande insegnamento. Io cerco di essere migliore non solo rispetto ai tempi della Juventus, ma anche rispetto a 24 ore prima. Mi sento un persona molto più completa, adesso ho 25 anni, ho fatto tante esperienze importanti. E' inevitabile che nel tuo percorso immagazini sempre di più. Bisogna migliorare sempre".
Il mister ha proseguito: "Cosa manca al Napoli per essere ancora più fastidioso? Serve fare il percorso, serve continuare questo percorso che abbiamo iniziato, stiamo lavorando solo da 6 mesi, dobbiamo dare reale valore al tempo e al lavoro, bisogna aspettare e proseguire questo percorso che speriamo che sia più lungo possibile. Mancano delle cose, siamo all'inizio del percorso anche se lo stiamo facendo in maniera spedita. Il Napoli ha bisogno di altri step per crescere, amo sempre dire la verità. Dobbiamo fare degli step importanti per dire che anche noi ci siamo".
"Napoli a +13 dalla Juventus? La Juventus è imbattuta, nessuna squadra l'ha battuta in campionato. Alcuni loro pareggi potevano essere delle vittorie e così si è creato questo distacco. L'anno scorso invece siamo finiti molto dietro la Juventus, non dobbiamo dimenticarcelo anche rispetto a Milan, Inter e Atalanta. Non possiamo dimenticarcelo".
"Il megafono a Capodichino? Non ho preso il megafono, ero all'interno del pullman e mi è stato dato. Non avevo il megafono dentro la valigia! Ero sul pullman mi è stato dato questo megafono chiedendomi di dire due parole, ho voluto ringraziare i tifosi, era il minimo che potevo fare. Sia all'andata che al ritorno da Bergamo i tifosi si sono riversati in strada per sostenerci. Probabilmente saremmo stati ancora a Capodichino se non avessi detto qualcosa al megafono (ride ndr)! Sono cose che fanno capire la passione dei tifosi del Napoli. Quella con l'Atalanta era solo la seconda gara del girone di ritorno. Ringrazio ancora una volta i tifosi per esserci venuti a salutare".
"Napoli-Juventus non è una partita normale per i tifosi azzurri? Ho percepito anche che Atalanta-Napoli, Verona-Napoli o Napoli-Roma non sono partite normali, detto ciò non c'è una partita in particolare, per ogni partita vale 3 punti, dobbiamo continuare a mettere fieno in cascina. Sono partite che servono per autostima e fiducia e per capire a che punto siamo. Sono partite di altissimo indice di difficoltà e dobbiamo tenerlo a mente. La Juventus è un osso duro, nessuno è riuscita a batterla in questo campionato".
"Squadre imbattibili non esistono, prima o poi in generale si perde, la sconfitta fa parte della vita. La Juventus è una squadra quadrata e con giocatori forti, hanno fatto un ottimo mercato, stiamo parlando di un top club. Bisogna avere sempre grandissimo rispetto, hanno una storia importante, ogni anno parte per vincere, se sei alla Juventus non ti puoi nascondere: devi vincere".
"Il mercato? E' inevitabile che ogni finestra di mercato ti può migliorare, vogliamo tornare in Europa e oggi come rosa dobbiamo sicuramente rinforzarci per il presente e per il futuro. Il mercato che abbiamo fatto la scorsa estate è stato fatto anche per il futuro, abbiamo preso giocatori che possono restare al Napoli per tanti anni, abbiamo messo delle basi alle quali si possono aggiungere dei pezzi. La scorsa estate siamo stati bravi e anche fortunati, abbiamo messo dentro giocatori non sbagliandolo nemmeno uno. Due anni fa sono stati spesi 100 milioni e tutti quei giocatori sono andati via in prestito, i soldi bisogna spenderli nel modo giusto e non buttarli".
"Meglio fare mercato adesso o a giugno? Ogni sessione di mercato ti può migliorare, se ci sarà l'opportunità lo deciderà il club. Sono venuto a Napoli per aiutare il club in un momento di difficoltà. Sono contento del gruppo di ragazzi che ho oggi, con questo gruppo possono andare in guerra, se arriverà qualcuno che ci potrà dare una mano ben venga, altrimenti lavoriamo a testa bassa. Fermo restando che questa rosa in futuro andrà sicuramente rinforzata, per l'Europa siamo corti".
"Buongiorno? Ha iniziato a lavorare con noi in questa settimana, ha perso un bel po' di massa muscolare, deve fare una preparazione fisica, stiamo cercando di rimetterlo in pista. Bisogna avere un feedback con il calciatore, non voglio forzare nessuno. L'infortunio deve essere anche auto-gestito a livello mentale. Alessandro ha ripreso ad allenarsi in gruppo, ascolteremo il ragazzo e non forzeremo. Quando mi dirà che è pronto tornerà a giocare", ha concluso il tecnico azzurro.
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