Conte: "Non sono entrato nella testa di tutti, qualcuno ride dopo le sconfitte"
Antonio Conte ha trasmesso un messaggio chiaro e universale: la mentalità vincente non riguarda solo il risultato finale, ma il modo in cui si vive il lavoro quotidiano.

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha varcato oggi i cancelli della Casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale per partecipare a un incontro speciale nell’ambito del progetto “Pensieri di Libertà”. Il tecnico ha rilasciato alcune dichiarazioni.
Conte in visita al carcere di Poggioreale
L’iniziativa, promossa dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, prevede un ciclo di seminari che mettono a confronto i detenuti con personalità del mondo dello sport, della cultura e della società, offrendo spunti di riflessione su temi come il riscatto, il lavoro di squadra e la possibilità di ripartire dopo gli errori. Conte ha scelto di condividere con i presenti la sua visione del calcio e della vita, parlando con il suo solito piglio diretto e appassionato.
Conte: "C'è ancora qualcuno che ride quando perdiamo"
Un estratto delle sue parole ha colpito particolarmente: "Quando vedo gente ridere dopo che abbiamo perso, mh… Questo mi fa arrabbiare molto. E quando vedo questo, significa che ancora non sono entrato un po’ nelle teste e nei cuori dei miei ragazzi. Ma non parlo solamente dei miei calciatori, ma di tutte le persone che lavorano con noi: da fisioterapisti e dottori ai magazzinieri".
"Si vince e si perde tutti insieme"
"Si vince e si perde tutti insieme. È importante capire, per chi lavora con me, la differenza che c’è fra vincere e non vincere. Perché quello ti porta a dare quel qualcosa in più per non stare male la volta seguente!", ha sottolineato.
Con queste frasi, Conte ha trasmesso un messaggio chiaro e universale: la mentalità vincente non riguarda solo il risultato finale, ma il modo in cui si vive il lavoro quotidiano, la responsabilità collettiva e la sofferenza per una sconfitta. Non ha parlato solo ai calciatori, ma a tutto lo staff – dal campo agli uffici – sottolineando che il successo è un’impresa di gruppo.








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