Chivu: "Da Conte ho solo da imparare. Ho perso l'ego e vinto lo Scudetto. Io nella storia? C'ero già"
Il tecnico nerazzurro si gode il titolo con tre giornate d'anticipo: "Ho imparato dai grandi come Conte e Allegri. Felice per i tifosi, ma ora testa alla finale di Coppa Italia".

Cristian Chivu ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN per commentare la matematica vittoria dello Scudetto, arrivata con il successo per 2-0 sul Parma che di fatto ha consegnato il titolo alla società nerazzurra con tre giornate d'anticipo.
Chivu: "Da Conte e i grandi posso solo imparare"
"Allegri, Conte, Gasperini e Spalletti: mi è capitata una Serie A complicata? Sono grandi allenatori, hanno fatto la storia e ho solo da imparare da loro. Se c'è stato un momento in cui ho capito che la squadra sarebbe stata campione d'Italia? Avevamo l'obbligo di provare ad essere competitivi, poi la stagione è una maratona e per fortuna abbiamo fatto più punti di tutti. Abbiamo saputo reagire alla sconfitte e cercare l'obiettivo fino in fondo. Nei mesi di gennaio e febbraio, dove abbiamo fatto 14 vittorie su 15, abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato l'eliminazione dalla Champions e la sconfitta nel derby, cercando di essere competitivi fino in fondo".
"Nella storia dell'Inter c'ero già da calciatore"
"Sono nella storia dell'Inter? Credo che lo ero anche prima, qualcosa da giocatore ho vinto. Sono felice per i ragazzi, la società e i tifosi che ci hanno sostenuto dall'inizio. Hanno dovuto subire la narrativa dell'anno scorso, la delusione e lo sfottò. Questi ragazzi sono stati bravi a rimboccare le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Pagina importante nella storia di questa grandiosa società".
Chivu: "Ho perso l'ego e vinto lo Scudetto"
"Il merito che mi riconosco? Non parlo di me. Umanamente sono atipico, qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso di una questione di vita o di morte e ho perso l'ego. Cerco di capire i momenti per l'esperienza che mi sono fatto sulla gestione di un gruppo e di non fare errori che magari ho subito da giocatore. Ho cercato di essere empatico, umano e di non pensare a me stesso. Penso solo a quelli che mi vogliono bene e cerco di dare il massimo per loro. Magari tra un mese vengo messo in discussione, bisogna accettarlo con il sorriso e fare del nostro meglio. Anche il mio staff merita ringraziamenti", conclude.
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