Chiellini confessa: "Delneri? Passai da 87 a 82 chili, rischiai di ammalarmi. Real e City mi volevano"

Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, nel corso del suo libro ha raccontato alcuni retroscena di mercato.
Giorgio Chiellini, nella sua autobiografia, ha raccontato alcuni retroscena della sua avventura con la maglia della Juventus. Ecco il passaggio in cui parla del rapporto con Gigi Delneri: "Il Chiellini-bandiera è nato in seguito, negli altri 14 anni bianconeri. Dopo l’immediato ritorno nella massima serie, il terzo e il secondo posto in A con Ranieri sono stati una rinascita, mentre i due settimi posti successivi un’agonia, da stare male fisicamente. Al termine del campionato 2010/2011 da 87 chili ero sceso a 82, non esagero se dico che rischiai di ammalarmi: la peggiore stagione della mia carriera. Un po’, bisogna dirlo, per il modo di giocare di Delneri, persona eccezionale ma zonista puro, integralista. Gli voglio bene, ogni tanto ci viene a trovare con i nipotini, a quel tempo era il papà di tutti noi giocatori ma certi concetti non li puoi sempre applicare con i campioni, con loro gli estremismi tattici non funzionano in automatico. Per fortuna, in certi casi accade che i giocatori siano talmente forti da non subire troppo il contraccolpo. Comunque, si può e si deve migliorare sempre, con tutti. Bisogna aprirsi al mondo, per crescere".
Poi Giorgio Chiellini racconta altri retroscena che riguardano il mercato e l'interesse di due top club: "Nel 2010 potevo passare al Real Madrid e nel 2011 al Manchester City, non ci sono andato molto lontano: dopo i due settimi posti ci pensai seriamente. Nel primo caso, il mio agente aveva parlato con un mediatore del Real, ci andammo abbastanza vicini ma a Madrid era appena arrivato Josè Mourinho che pretese a ogni costo l’acquisto del suo connazionale Ricardo Carvalho. E anche la Juventus fu contenta di tenermi, era appena entrato Beppe Marotta in qualità di direttore generale. Per quanto riguarda il Manchester City, incontrai un loro dirigente a Milano ma poi non se ne fece niente".







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