Cecchi Gori: "Troisi aveva la mentalità di De Filippo. Non si operò per finire il film"

Il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori ha raccontato alcuni interessanti aneddoti. Tra questi uno su Massimo Troisi.
Vittorio Cecchi Gori, che oggi compie 80 anni, ha parlato al Corriere della Sera: "Altrimenti ci arrabbiamo fu un’intuizione mia. Mio padre non l’aveva capito: tutti dicevano che Bud Spencer e Terence Hill senza gli spaghetti western non li avrebbe visti nessuno. Prima, papà non mi aveva mai fatto un complimento. Tanti gli dicevano: digli una volta che è bravo. E lui: che, siete matti? dopo, non lo controllo più! Anche l’ultimo film di Federico Fellini volli farlo io, ci tenevo a fare esperienza coi grandi. Resta famosa la battuta di Fellini a mio padre: tu ti sei sempre salvato, ci voleva tuo figlio per farmi fare un film con la Cecchi Gori".
Su Benigni e Troisi: "Roberto e Massimo erano meravigliosi, si volevano bene. Li misi io insieme in Non ci resta che piangere. Volevano sfondare entrambi in America: con Roberto ci riuscimmo, con Massimo pure, ma lui non fece in tempo a vederlo. Aveva la mentalità napoletana di De Filippo: lo spettacolo continua. Quando capì che si doveva operare al cuore, non lo disse, non si operò e volle continuare il film. Una sera, io e Verdone lo invitammo a cena e non volle venire per finire di doppiare. Il giorno dopo, Troisi se n’è andato".






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