Cecchi Gori: "De Laurentiis prese il Napoli per imitarmi. Meglio da presidente che da produttore"

Vittorio Cecchi Gori, ex presidente della Fiorentina, ha citato anche Aurelio De Laurentiis nel corso della sua intervista al Corriere Fiorentino.
L'ex presidente della Fiorentina e produttore cinematografico, Vittorio Cecchi Gori, tra pochi giorni compirà 80 anni. L'imprenditore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere Fiorentino: "La vita mi ha dato tanto. Certo, qualche amarezza c’è stata, però la vita mi ha dato tanto. E quando riesci a fare le cose che ti piacciono, e le fai così bene che tutti te lo riconoscono, allora pensi che qualcosa di buono hai lasciato. Ho quasi vinto uno scudetto. Quel quasi mi dà fastidio tuttora. Come sempre succede nel campionato italiano, all’ultimo ci sono un po’ di influenze esterne che in qualche modo intaccano il risultato. Subimmo qualche torto, ci fu qualche speculazione sul fatto che Edmundo fosse tornato in Brasile per il carnevale. Non era vero, nel contratto era previsto che dovesse rientrare per presentarsi a un processo. Ci furono malumori. E Batistuta si fece male. E poi avevamo subito torti arbitrali anche in Europa, la squalifica del campo dopo il Barcellona, quell’assurdo petardo l’anno dopo a Salerno in campo neutro dopo aver vinto 2-0 all’andata".
Su De Laurentiis: "Ad Aurelio piaceva fare quello che facevo io. Quando io presi la Fiorentina si incaponì di prendere una squadra di calcio. Purtroppo lui prese il Napoli quando io persi la Fiorentina, così non ci siamo mai incrociati. Ma devo dire la verità: De Laurentiis è più bravo come presidente che come produttore. È un ottimo organizzatore, ha la stoffa".
Sull'acquisto di Batistuta: "Ero a Los Angeles, mentre lavoravo per il cinema lo vidi in tv alla Coppa Libertadores e pensai: questo è perfetto per il calcio europeo. Allora dissi al nostro intermediario: portami Batistuta o non farti più vedere da me. Lui arrivò con Latorre e Mohamed. Fu un giro legato a Batistuta. Mi toccò prenderli. Ma giocavano come me. Batistuta era un leone, un trascinatore. Rui Costa era talento purissimo".






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