Calamai: "Gattuso candidato numero 1 per la Fiorentina. Sarri, Benitez e le guerre a Ferlaino"
Luca Calamai, vice direttore de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania e ha fatto il punto su alcuni club di Serie A.
Nel corso della tredicesima puntata di "Goal Position" (condotta come di consueto da Luca Cirillo e Donato Martucci), ai microfoni di Radio Amore Campania è intervenuto il “maestro” della scrittura Luca Calamai, vice direttore de La Gazzetta dello Sport. Il giornalista toscano ha iniziato la sua carriera da “inviato” proprio nella nostra Napoli: “Ho vissuto l’esperienza del primo Maradona a Napoli. Da giovanissimo giornalista ebbi l’onere, perché ero ai primissimi passi, di stare quattro - cinque mesi a Napoli, perché all’epoca il nostro corrispondente Bonan ebbe un problema ed io finii nell’inferno delle guerre contro Ferlaino: successe un po' di tutto in quel momento. Era il Napoli che rischiò la retrocessione. Fu una grandissima esperienza professionale, ho conosciuto che cos’è il cuore dei napoletani, anche a livello di colleghi. Anche perché giornalisti d’esperienza come Antonio Corbo, Troise del Mattino, mi presero sotto la loro ala perché ero un ragazzino e per aiutarmi in un mondo, per me, oggettivamente misterioso”.
Calamai si sofferma molto anche sul cambiamento che ha riguardato il giornalismo su carta stampata e non solo. Sottolineando la mancanza di contatto umano con il giocatore: "È cambiato tutto. Chi ci ha rimesso veramente sono stai i giocatori. Io sono passato dalla fase, del periodo in cui si vedevano gli allenamenti ai centri d’allenamento e si parlava a fine allenamento con tutti i giocatori. Questo - continua Calamai - comportava il fatto che c’era una confidenziali, che ti portava a sapere delle cose che poi ti servivano nel tuo lavoro. Ora non conosci nessuno, perché se ti va bene parli con un giocatore una volta all’anno per un’intervista, ma si è perso questo contatto umano che rende dei giocatori degli oggetti misteriosi”.
Durante la puntata si è toccato anche il tema Prandelli, che nei giorni scorsi con una straziante lettera ha comunicato le sue dimissioni dalla Fiorentina: “Guarda ho scritto pagine intere in questi gironi. E ancora oggi incontro molte persone che mi chiedono la verità su Prandelli, perché, in realtà, nessuno ci crede. La verità è semplicissima, quando vengono le crisi di panico, ti salta l’equilibrio non esiste nulla. Ecco perché ho trovato assurde alcune dichiarazioni di certi allenatori. La stessa cosa è successo anche a Sacchi. Capita di andare in tilt”.
Il giornalista ha parlato anche della stagione non fortunata di Pirlo all’esordio con la Juventus e della sua “Fiorentina” che potrebbe prendere Gattuso in uscita, sicuramente da Napoli: “Ho trovato la scelta di Pirlo sbagliata dall’inizio. Noi della Gazzetta dello Sport siamo i primi a chiamarlo “Maestro”, ma molti ci chiedono perché lo chiamiamo “Maestro”, che ha fatto d’allenatore? Era maestro da calciatore. Pirlo non era pronto per gestire la Juventus di Cristiano Ronaldo, che è un percorso che si sta esaurendo, non era pronto per questo. E non è pronto, nemmeno, per gestire, eventualmente, una Juventus che dovrà riportare, perché non ha esperienza di questo genere. Servono figure che abbiano competenze. Io ho dei dubbi che resti anche l’anno prossimo. Sembra ovvio che Gattuso andrà via dal Napoli e secondo me è il primo candidato per la panchina della Fiorentina. Perché Rocco Comisso, che da calciatore si identificava in Gattuso, lui ha sempre avuto un debole per questo uomo”.
Sul Napoli: “Se devo sentire i miei amici. I miei amici mi continuano a dire stai attento che alla fine arriva Benitez con Italiano come allenatore. Però io ho imparato a diffidare, perché De Laurentis è un personaggio che veramente sceglie con la sua testa”.
In conclusione non poteva mancare la domanda sul futuro di Sarri: "Io so che Sarri non ha deciso. lo so per rimbalzo riflesso. So che alcuni l’hanno contattato e lui ha lasciato una piccola porta aperta. Non mi sorprenderei se alla fine andrà alla Roma. Sarà decisivo questo finale di stagione”.






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