M.Longhi: "Napoli: da tifosi dobbiamo sperare in una sconfitta. Sono grato a Gattuso"

Il giornalista e scrittore Maurizio Longhi si è espresso così sulla gara del Napoli contro la Lazio: "Da tifosi azzurri dobbiamo sperare di perdere per mandare via Allegri"
Il Napoli si gioca gran parte del proprio futuro nella partita del Maradona contro la Lazio, lunch match della undicesima giornata del campionato italiano di Serie A. In caso di sconfitta gli azzurri comprometterebbero le loro possibilità di approdare in Champions League.
Longhi: "Napoli: dobbiamo sperare di perdere con la Lazio"
Il giornalista e scrittore Maurizio Longhi scrive sui social: "Fa male ammetterlo, ma se vogliamo il bene del nostro Napoli, oggi dobbiamo tifare per una sconfitta. "Ma come si fa?", si potrebbe dire. Sono il primo a chiedermi se ci riuscirò, però penso che è per il bene della maglia. Solo in caso di sconfitta, potremmo finalmente liberarci di Allegri. Non prendo proprio in considerazione l'ipotesi di una sua permanenza se la Lazio espugnerà il Maradona. Sarebbe assurdo".
"Sapevamo tutti che con Allegri non avremmo potuto aspettarci chissà cosa, ma neanche il più pessimista avrebbe mai immaginato queste mortificazioni. E siamo ancora a novembre. Questa sciagura di allenatore, dopo ogni sconfitta, si presenta pure in sala stampa tutto sorridente, dice che non è preoccupato, prende quattro gol dal Porto e parla di buona prestazione per 70'. Uno così va cacciato a calci, aggiungendo: "Vai a prendere per il culo altri tifosi, noi siamo il Napoli". Ecco, noi siamo il Napoli, negli ultimi anni abbiamo vinto due scudetti, non possiamo accettare che una sciagura di allenatore venga tutto sorridente a gettarci il disonore addosso. Se la liberazione deve passare purtroppo da una sconfitta...allora che sconfitta sia. È per il nostro bene", ha aggiunto Longhi.
Longhi ricorda con affetto Gattuso: "Gli sono ancora grato"
Infine su Gattuso: "Per ironia della sorte, sull'altra panchina c'è un allenatore che avrà sempre tutta la mia stima. Gattuso è venuto a Napoli liberando l'ambiente da un'altra sciagura come Ancelotti. Ha rilevato macerie e ha vinto una Coppa Italia bellissima battendo in finale la Juve. Un trofeo per il quale gli sono ancora grato, anche perché nessuno avrebbe scommesso manco mezzo centesimo che quel Napoli potesse ritrovarsi, ricompattarsi e addirittura rimpinguare la bacheca. Sull'esperienza di Ringhio a Napoli pesa la macchia di quell'ultima partita di campionato contro il demotivato Verona. Se gli azzurri avessero vinto avrebbero chiuso il campionato al secondo posto, pareggiando quella partita fu gettata alle ortiche una qualificazione Champions che sembrava cosa fatta. Resto sempre dell'idea che quella sera successe qualcosa che ancora non abbiamo saputo".






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