Brunori Sas: "Amo Napoli in maniera speciale. In estate i napoletani colonizzavano il mio paese"
"Sono cresciuto con Pino Daniele e Roberto Murolo, ma anche con Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo", ha raccontato l'artista calabrese.

Brunori Sas, in concerto domani sera al Palapartenope di Napoli, si gode il successo al 75° Festival di Sanremo dove ha conquistato il podio finale e dove si è aggiudicato il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Un live speciale che il cantautore calabrese quarantasettenne definisce "alla vecchia maniera".
Ai microfoni del Corriere della Sera ha rilasciato una bella intervista. Ecco alcuni passaggi: "Napoli speciale? Sì, perché sarà uno show senza trovate sceniche fini a sé stesse. Tutto quello che si sente è live, con le sue “sporcature” e le sue imperfezioni. Ogni concerto del mio tour è poi diverso dall’altro, e anche in funzione della città in cui mi esibisco. Quindi siccome amo Napoli in maniera appunto speciale, sarà un concerto a suo modo unico".
"l mio rapporto con la musica napoletana è letteralmente viscerale. Così come lo è l’influenza che nel tempo Napoli, essendo cosentino, ha esercitato in diversi modi su di me. Se da un lato sono cresciuto con le canzoni partenopee, da Pino Daniele a Roberto Murolo, ma anche con figure di riferimento extra musicali come Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo, dall’altro lato ho anche vissuto in un paese di mare della costa nord calabrese in cui eravamo spesso “colonizzati” dai napoletani", ha spiegato.
"E' stato un male? Assolutamente no. Tra noi c’erano ovviamente prima le risse e poi sempre e solo abbracci. Perché in fondo abbiamo in comune molte cose, a partire dall’aspetto comico e teatrale con cui tendo a gestire il mio modo di parlare. Oltretutto mi piacerebbe tantissimo cantare una canzone tradizionale napoletana. Quale? ”Malafemmena”. Credo che in questo periodo storico sia particolarmente giusto cantarla".
E sulle altre: "Tra quelle più antiche aggiungerei “Reginella”. Poi c’è “Cammina cammina” di Pino Daniele. La trovo superlativa, perché racconta il punto di vista di un vecchio con estrema tenerezza. È un brano che mi commuove molto ogni volta che lo riascolto, contenuto peraltro in un disco miliare come “Terra mia”, scritto ai tempi in una valle di lacrime".
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