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Bruno Marra: "La pandemia inizia ora! Per due mesi sbattuti sulla giostra del terrore, siamo scesi"


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Pubblicato nella sezione Interviste

Il noto giornalista e scrittore napoletano ha pubblicato alcune considerazioni sull'inizio della Fase 2 dell'emergenza coronavirus.


Bruno Marra, giornalista e scrittore, attraverso i propri canali social ha commentato con maestria alcuni aspetti dell'emergenza coronavirus. Ecco quanto si legge: "Esiste solo una cosa più potente del terrore. La disperazione. Il terrore rende vivi, risveglia tutti i sensi per sfuggire alla morte. La disperazione annichilisce solamente, distruggendo l'anima lentamente. Per due mesi siamo stati sbattuti e centrifugati sulla giostra del terrore, dove lo scopo unico era quello di sopravvivere, per il premio più ambito di tenerci addosso stretti la pelle. Abbiamo accettato ogni diktat della macchina infernale pur di uscirne integri, spinti dalla forza e dalla speranza di poter tornare a respirare un’aria che era già nostra".


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Poi Marra ha aggiunto: "Ora dalla giostra siamo scesi e ci tocca passare alla cassa per capire quanto vale questa pelle che abbiamo difeso ad ogni prezzo. Quando sentite dire ossessivamente che non ne siamo usciti ancora, che siamo appena all’inizio, beh credeteci. Credeteci stavolta più di prima. Perché la pandemia comincia esattamente ora. Ma non nell’accezione sanitaria, bensì nella dimensione emotiva, nella sfera di vita quotidiana. Adesso che dobbiamo abbandonare le nostre finestre di comoda solidarietà, i balconi di finta allegria, gli appelli umanitari di plastica e la chimera mediatica che sul confine di casa ci ha messo il mantello di Eroi della Patria. La pandemia inizia ora. Ora che siamo esposti alla luce del Sole, ora che viaggiamo al fianco di qualcosa di più subdolo e virulento del male. Ora che viviamo faccia a faccia col contagio della disperazione. Un contagio che non si combatte con la quarantena, che non trova rifugio nei divieti, che non va via con una canzone commovente, un occhiolino ammiccante, un comizio affabulante o una pacca sulla spalla rassicurante. Un contagio che non ha più la voce ridondante del sentimento nazionale e di una filastrocca iniettata dalla morfina della retorica. Ora comincia un’altra storia che ha molto poco di affascinante. Parla di persone sole, ognuna per sé e Dio per tutte. In uno scenario da lacrime e sangue, che ci farà rimpiangere persino la giostra del Terrore. Perché chi è terrorizzato è vivo. Ed è disposto a qualunque cosa pur di sfuggire alla morte. Ma chi è disperato no. La morte l’ha già messa in conto. Imprevedibile e inafferrabile. Come un uomo che non ha più nulla da perdere".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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