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Biagio Antonacci: "Pantani mi chiamò un mese prima di morire, ma non risposi"

Il cantante italiano Biagio Antonacci, nel corso della sua intervista a Sportweek, ha parlato anche di Marco Pantani.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

13/01/2024 13:18 - Interviste
Biagio Antonacci: Pantani mi chiamò un mese prima di morire, ma non risposi

Biagio Antonacci, cantautore e musicista italiano, ha rilasciato un’intervista a Sportweek parlando anche della sua passione per il calcio e lo sport in generale: "L'Inter c’è sempre. Quest’anno l’ho vista allo stadio contro la Roma, la famosa gara dell’attesa dei fischi a Lukaku: abbiamo vinto, segnando appena un gol visto che Mourinho aveva blindato la porta. Non potevo credere che la sua squadra giocasse così male. Per me è stato ed è tuttora il mito. È l’allenatore che mi ha fatto più godere nella storia, a lui devo momenti di bellezza pura, come la finale di Champions di Madrid, a cui ovviamente ero presente. Ho goduto fino alla fine e, dopo la vittoria, è successa una cosa meravigliosa: allo stadio hanno messo una canzone di Ligabue e poi la mia Liberatemi… Lì ho proprio perso la testa, l’ego è esploso! Con tutta la curva che ballava e cantava, è stato epico".

Una delle canzoni del nuovo album si intitola "A cena con gli dei". Potesse scegliere qualche dio dello sport chi vorrebbe incontrare?

"Sarà scontato ma io dico Maradona, il più grande di tutti i tempi. L’ho conosciuto quando andava da Salvatore Bagni a Cesenatico, erano molto legati e quando cercava una compagnia vera veniva in Romagna. Un paio di volte sono andato anch’io, mangiavamo e io cantavo qualche canzone. Ecco, quelle cene le rivivrei volentieri, ma c’è qualcun altro con cui avrei davvero urgenza di parlare: Marco Pantani. Veniva spesso ai miei concerti, ogni tanto ci sentivamo e, due giorni dopo la sua morte, frugando nel cellulare che non era semplice da gestire come quelli di oggi, trovai una sua chiamata persa di qualche mese prima. Il pensiero di quella mancata risposta me lo porto ancora dietro e vorrei averlo vicino a questa cena con gli dei per chiedergli finalmente che cosa avesse da dirmi. L’unica cosa che ho potuto fare invece è stata dedicargli “Convivendo parte 1” (un album, ndr) una canzone, ma meritava molto di più".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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