Belanov: "Avrei giocato nel Napoli. Dissi a Maradona di non toccare il Pallone d'Oro"

La leggenda ucraina al Foglio Sportivo: "Il calcio mi ha salvato, ho perso mio padre quando avevo otto anni".
Igor Belanov, leggenda del calcio ucraino, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Foglio Sportivo. Nel 1986 vinse la Coppa delle Coppe con la Dinamo Kyiv, poi segnò quattro reti al Mondiale messicano, quello di Maradona e la sua mano di dio. A fine stagione gli consegnarono il Pallone d’oro. Ecco le sue parole: «Il calcio mi ha salvato, ho perso mio padre quando avevo otto anni, mia madre all’inizio mi fece entrare in una specie di orfanatrofio, se mi avesse lasciato libero sarei diventato un delinquente».
Belanov ha poi aggiunto: «Credo che se avessi potuto scegliere avrei giocato nel Napoli. Comunque in Spagna o in Italia. Luoghi pieni di sole e gente che sorride. Noi ucraini del sud siamo gente fatta così».
Vinse il Pallone d’oro al posto di Maradona perché, all’epoca, il trofeo era riservato esclusivamente a giocatori europei, una regola modificata nel 1995: «Avevo incontrato Maradona proprio nel 1986. Avevamo scherzato su quel Pallone d’oro da cui lui era affascinato. Gli dissi di non toccarlo. Lui aveva vinto il Mondiale e il trofeo di miglior giocatore in Messico. Cosa vuoi di più?, gli chiesi. Gli dissi che si doveva accontentare. Non ho mai considerato quel Pallone d’oro come un successo personale. Forse se lo avesse vinto Maradona, sarebbe stato soltanto suo. Ma nel mio caso era davvero un successo di squadra. Quella Dinamo Kyiv era un’esperienza collettiva, quel premio potevi assegnarlo a uno qualsiasi dei titolari. Avevamo difensori formidabili, senza i quali io non avrei potuto giocare con tanta libertà. C’erano Kutzenzov o Demyanenko, fortissimi, ma si sa che certi premi vanno più facilmente a chi fa i gol. In avanti c’erano anche Zavarov e Blockhin. Eravamo pieni di talento. Io sono stato solo più fortunato degli altri».






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