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Bargiggia: "Mourinho rischio altissimo, per la Roma sarebbe stato meglio Sarri"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Bargiggia: Mourinho rischio altissimo, per la Roma sarebbe stato meglio Sarri

Paolo Bargiggia, giornalista di Mediaset, attraverso il proprio sito ha commentato la notizia dell'approdo di Mourinho sulla panchina della Roma.


Paolo Bargiggia, giornalista, attraverso il proprio sito ha analizzato la scelta dei Friedkin, proprietari della Roma, di puntare su Josè Mourinho: "Forse saremo controcorrente. Anzi, lo siamo sicuramente a leggere le prime celebrazioni genuflesse dei media sull’arrivo di Josè Mourinho alla Roma. Invece noi pensiamo che il club dei Friedkin si sia preso un rischio altissimo nello scegliere l’ex Special One; perché pensiamo che, di Speciale, il portoghese non ha più nulla o quasi inteso come fattore determinante per fare la differenza sul campo. A mio avviso, oramai Mourinho è la caricatura un po’ sbiadita di sé stesso, di quel grande condottiero che è stato a cavallo dei primi 10 anni del 2000. Allora era uno e trino: allenatore capace di entrare nella testa dei giocatori fino a convincere l’anarchico Eto’o a fare il terzino all’Inter; istrione, uomo della comunicazione e parafulmine di squadra e club verso i nemici; allenatore ovviamente, ma anche dirigente capace di indirizzare nel profondo la costruzione delle squadre che gestiva".


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Poi ha aggiunto: "La sintesi più alta è stata raggiunta da Mourinho sulla panchina dell’Inter. Ha centrato il Triplete nel 2010, è stato il Frontman di una squadra che ha lasciato un segno profondo e poi se n’è andato lasciando una moltitudine di orfani disperati. Ma da allora, Mourinho ha smesso di essere lo Special One come si era autodefinito la prima volta che andò al Chelsea dopo il successo in Champions con il Porto. Perché poi, Mourinho è invecchiato con le sue idee di un calcio tutto sommato antico, noioso e non più in grado di trovare nelle squadre che ha allenato, dei sacerdoti pronti a sacrificarsi per quella idea. In dieci anni sono cambiati i calciatori, le loro teste e per Josè è sempre stato più difficile entrare nella loro anima. Il portoghese, con il tempo ha perso anche il furore sacro nel portare avanti quelle polemiche con l’esterno, nel sentire il rumore dei nemici che diventava sempre più flebile. Infatti, dopo il Triplete all’Inter, in dieci anni Josè ha vinto davvero poco e si è fatto esonerare un po’ troppe volte. Ultimo titolo nazionale nel 2015 con il Chelsea salvo poi risolvere consensualmente il contratto per la seconda volta; ultimo titolo in campo internazionale, l’Europa League nel 2017 cono lo United. Ma sia a Manchester che al Totthenam quest’anno Mou è stato esonerato. Brutto segno. I Friedkin lo hanno preso perché sono nuovi del mestiere e a nostro avviso si sono fatti abbagliare dal curriculum del portoghese e dal diesse giallorosso Pinto, anche lui portoghese. Solo che dietro a tutto c’è stata come al solito la grande regia di Jorge Mendes, il terzo portoghese del triangolo giallorosso. Solo che così facendo, la Roma, ha firmato una cambiale in bianco per tre anni consegnandosi mani e piedi alla cricca Mourinho-Mendes che le faranno sputare lacrime, sangue e soldi sul mercato perché il Dio denaro è la stella cometa della coppia portoghese. A nostro avviso era meglio prendere Sarri. Più capace di incidere sulla rosa, di migliorarla e di fare un calcio divertente e coinvolgente; certamente più dentro alle dinamiche del calcio italiano; meno esigente e meno “ingordo”. Lo scriviamo adesso, ci prendiamo volentieri questo rischio ma sbilanciarsi dopo sarebbe stato troppo facile".


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