Avv. Cascella: "Acerbi razzista? Jesus può aver frainteso come avvenne in Premier"
L'esperto di diritto sportivo: "Ci andrei con ii piedi di piombo. In campo delle parolacce possono anche scappare".

L’avvocato Angelo Cascella è intervenuto in diretta ai microfoni di TvPlay per parlare del caso Acerbi-Juan Jesus. "Ci andrei con ii piedi di piombo - ha esordito - nella questione Acerbi, perché in un contesto di 80 mila spettatori che urlavano, una frase può anche essere stata fraintesa in buona fede da Juan Jesus. Prima di arrivare a processi contro il giocatore dell’Inter io aspetterei, pur considerando il grado di prova che deve essere raggiunto all’interno della giustizia sportiva”.
"In passato - ricorda il legale - avevo rappresentato un calciatore che giocava in Premier League, nella formazione riserve, e che era in procinto di approdare in Italia: lui era stato accusato di aver usato frasi razziste dopo uno scontro di gioco. C’è stato questo procedimento presso lo stadio di Wembley, dove ha sede la federazione inglese, alla presenza mia, di chi aveva accusato il calciatore e di tre giudici, uno dei quali era un ex giocatore inglese di colore".
"Quest’ultimo - aggiunge Cascella - affermava di aver giocato con calciatori italiani e aveva sottolineato l’abitudine dei calciatori italiani di interloquire in campo tramite parolacce. Il processo durò otto ore, si riguardarono le immagini dell’accaduto, e non c’era nulla che potesse far pensare ad un astio tra i due giocatori. Molto spesso, in quel contesto, può scappare la parolaccia oppure ci possono essere fraintendimenti”.
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