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Zanoli: "A Napoli mi è venuta la depressione, era fatta con lo Sporting Lisbona"

Alessandro Zanoli ha raccontato i problemi riscontrati durante l'esperienza al Napoli costellata da diversi prestiti in giro per l'Italia.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

01/05/2026 13:21 - Interviste
Zanoli: A Napoli mi è venuta la depressione, era fatta con lo Sporting Lisbona
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Alessandro Zanoli dal settore giovanile del Carpi, passò a quello del Napoli del 2018, dopo i primi sei mesi nel club di De Laurentiis, si decise di versa 1,5 milioni di euro alla sua squadra d'appartenenza per acquistare l'intero cartellino, da quel momento una serie di prestiti hanno costellato la sua carriera.

Zanoli dal sogno Napoli all'incubo prestiti

Prestiti che non hanno giovato al ragazzo, come raccontato da lui stesso ai microfoni del portale di Gianluca Di Marzio: "Sono passato da fare un ritiro con il Napoli in cui ero sicuro partente a rimanere e fare più di 10 presenze in A in stagione. Ho avuto la fortuna di vivere i primi sei mesi di quella che sarebbe stata poi l’annata dello Scudetto e il calore di una piazza come quella della Samp. Ma ho anche conosciuto il malessere a cui il pallone ti espone e che spesso da fuori non si vede. È iniziato tutto dopo l’esperienza a Genova. Sono tornato a Napoli con la volontà di restarci per poche settimane. Avevo bisogno di giocare ed essere in un contesto che potesse darmi fiducia e continuità e lì non era possibile".


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"Ero ad un passo dallo Sporting Lisbona"

Il calciatore era ad un passo dal trasferimento in Portogallo: "Era agosto. “Alessandro, ti vuole lo Sporting”. Quasi non ci credevo. Un’opportunità unica. Era tutto fatto, volevo andare a Lisbona. “Tu non ti muovi, resti qua”. Il Napoli non mi voleva cedere. Un “no” continuo a tutte le offerte. Il mercato era finito. Un velo oscuro ha iniziato a bussare alla mia porta. Ero rimasto a Napoli, ma la mia testa era altrove. Avevo perso serenità, non ero più felice. Ero triste e senza motivazione. La mattina mi svegliavo ed ero sempre nervoso, mi allenavo male. Non mi riconoscevo più. La depressione era entrata nella mia vita. E mi ha accompagnato per mesi. Anche nella seconda parte di stagione quando, dopo il mancato trasferimento al Genoa, sono andato a Salerno. Avevo cambiato maglia, ma non stavo bene. Ciò che avevo vissuto mi aveva segnato. In campo non ero io. Ero un giocatore diverso, un ragazzo diverso. Non riuscivo a esprimermi, giocavo male, la squadra non andava bene. Era tutto buio".

A Napoli ha combattuto contro la depressione

Il calciatore, attualmente all'Udinese, ha rivelato: "È stata una battaglia dura da combattere. Nessuno ti insegna ad affrontare quei momenti. Mi sono rivolto a un mental coach, mi è servito per sfogarmi. Ma, alla fine, ne sono uscito da solo con l’aiuto della mia famiglia. E attraversare quel dolore mi ha permesso di vivere con maggior consapevolezza ciò che è arrivato nei mesi successivi. Prima nell’esperienza al Genoa. Una stagione bellissima per me e per la squadra. Ero sicuro di rimanere e di essere riscattato. Pensavo di aver trovato un posto in cui poter avere stabilità e continuità, lasciando alle spalle quell’incertezza propria dei prestiti. È andata diversamente. Il riscatto non è arrivato e sono tornato a Napoli senza conoscere il mio futuro, una volta ancora".  


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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