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Alvino punge Preziosi: "Dice che Juve-Napoli è spot mortale per il calcio: ma è lui quello del 2005?"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Alvino punge Preziosi: Dice che Juve-Napoli è spot mortale per il calcio: ma è lui quello del 2005?

Ricordate cosa accadde nel 2005 quando scoppiò il caso Genoa? La ricostruzione della vicenda richiamata da Alvino.


Carlo Alvino, giornalista di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale del club partenopeo, è intervenuto sui suoi canali social per rispondere ironicamente al presidente del Genoa, Enrico Preziosi, il quale in questi giorni ha criticato duramente la scelta di De Laurentiis di contattare l'ASL prima del match contro la Juventus. Queste le parole di Alvino: "Scusate l'ignoranza in materia ma il Preziosi che dice "Juve-Napoli spot mortale per il calcio" e che continua ad attaccare ADL è lo stesso del 2005? No non è lui, vero? Mi confermate?".


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Il riferimento di Carlo Alvino è chiaramente alla stangata senza precedenti subita dal Genoa. Dopo tre giorni di camera di consiglio, la Commissione disciplinare della Lega Calcio dichiarò infatti il Genoa ultimo nella classifica di serie B, e quindi retrocesso in C1. Campionato che il club ligure iniziò con tre punti di penalizzazione. Una sentenza che condannò la società per la combine nella gara con il Venezia dell'11 giugno di quell'anno. Condannati il presidente Enrico Preziosi, alcuni dirigenti genoani e veneziani e anche un paio di giocatori collusi. Cinque anni di inibizione ad Enrico Preziosi, al direttore generale genoano Stefano Capozucca, al dg del Venezia Franco Dal Cin, e al dirigente veneto Giuseppe Pagliara. Per Preziosi e Dal Cin, la commissione propose anche la "preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc". 


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La valigetta piena di soldi

L'indagine che portò alla sentenza della Disciplinare nacque con un'inchiesta della procura di Genova. A metà giugno i magistrati iniziarono a indagare su presunte scommesse clandestine nel mondo calcistico. La partita incriminata era Genoa-Venezia dell'11 giugno, finita 3-2 per i rossoblù. Un match decisivo per il ritorno nella massima serie del club ligure, dopo dieci anni di attesa. L'inchiesta si estese anche ad altri incontri, grazie anche ad alcune intercettazioni telefoniche. Tra i primi a finire sotto accusa ci furono Enrico Preziosi e suo figlio Matteo, ma anche alcuni dirigenti veneziani, con in testa Franco Dal Cin. I sospetti aumentarono il 14 giugno quando un dirigente del Venezia, Giuseppe Pagliara, venne fermato all'uscita degli uffici della "Giochi Preziosi" di Cogliate. In macchina aveva una valigetta con dentro 250mila euro in contanti. Il club lagunare si giustificò dicendo che la somma era un acconto per l'acquisto di Ruben Maldonado, giocatore del Venezia. Ma per i magistrati, tutti quei soldi, consegnati in circostanze poco chiare, alimentarono i dubbi sulla regolarità di Genoa-Venezia. 


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