Allegri: "L'Italia è difensivista dal Medioevo, la soluzione per risollevare il nostro calcio"
Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, ha parlato dei problemi del calcio italiano in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Torino.

Alla vigilia della sfida contro il Torino, Massimiliano Allegri non si è limitato a parlare di campo e avversari. Come spesso gli accade, ha allargato il discorso, toccando un tema che ciclicamente riemerge: lo stato di salute e, soprattutto, l'identità del calcio italiano.
Le dichiarazioni di Allegri sul calcio italiano
Le parole del tecnico del Milan, pronunciate in conferenza stampa, suonano come una presa di posizione netta, quasi controcorrente rispetto a una narrazione che negli ultimi anni tende a ridimensionare il valore del nostro movimento: "La prima cosa che bisogna fare è non denigrare il calcio italiano. Noi abbiamo delle caratteristiche che sono quelle, ma che fanno parte della storia del popolo italiano, dal Medioevo, quando difendevamo i fortini. Oggi tutti parlano. La velocità del passaggio è diversa, ma quella dipende dai giocatori. In Europa le partite sono più veloci perché o vinci o perdi. La Premier League è diversa da noi, non migliore. In Italia ci sono molti meno spazi, quindi vediamo il positivo: è più difficile fare gol".
La soluzione secondo Allegri per risollevare il calcio italiano
Ma attenzione: difendere l'identità non significa rifiutare il cambiamento. Ed è qui che il discorso si fa più interessante, quando Allegri sposta il focus su ciò che davvero manca e quale sarebbe una possibile soluzione per risollevarlo: "Noi non dobbiamo andare a copiare e a sciommiottare altri Paesi che hanno una cultura e una caratteristica diverse. Bisogna sistemare i settori giovanili, trovare formule diverse, ma non tanto per dire: bisogna fare e prendere delle decisioni. Ora chiudo se no divento polemico. Ci dobbiamo preoccupare perché tanti bambini che giocano a calcio smettono presto e vanno a fare altri sport. Binaghi nel tennis ha fatto un lavoro straordinario. Bisogna stare attenti. Bisogna fare riforme, magari andando a vedere come li sviluppano gli altri paesi".
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