Agroppi su Lippi: "Ormai è anziano come me, perché non lo ammette?"
Aldo Agroppi, ex calciatore del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano TuttoSport.

Quella tra il Torino e la Juventus sarà una delle sfide più interessanti della prossima giornata del campionato italiano di Serie A. Aldo Agroppi, cuore granata, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano TuttoSport: "Ogni tanto Urbano Cairo mi chiama per salutarmi e chiedermi consigli. Pres, compri pochi stranieri ma veramente buoni, da salto di qualità. E non a secchiate perché costano meno. Abbiamo una storia meravigliosa, ma non la qualità per combinare qualcosa di serio, da Toro".
Altri consigli?
"Basta con i triennali agli allenatori. Allenare il Toro è un onore, io lo allenerei gratis. Adesso che sta per finire il ciclo di Juric, vorrei che al nuovo allenatore venisse fatto un contratto annuale. Il Toro si deve meritare. Poi, se funziona, lo confermi e gli alzi lo stipendio. A un allenatore che mi chiede un triennale risponderei: prego, lì è la porta. Cosa vuoi, metterti il sedere al caldo per tre anni? Invece si fanno questi contratti lunghi a scatola chiusa. A Juric come un po’ a tutti. Ma chi era Juric, da dove arrivava? Aveva vinto come Mourinho? E questo vale mica solo per Juric".
E Cairo cosa le ha risposto?
"Che se non gli avesse dato un triennale, non sarebbe venuto ad allenarci".
Cosa significa per lei la Juve, Aldo?
"Tutti pensano che io ce l’abbia con la Juve a priori, ma non è assolutamente così. Giocare contro la Juve era bellissimo. Un desiderio fortissimo, perché non ci siamo mai sentiti inferiori ed era meraviglioso sfidarli e vincere. Una festa ogni anno. E se non fosse morto, con Meroni avremmo vinto lo scudetto. L’avremmo vinto pure nel ‘72 se non mi avessero annullato quel gol a Marassi, quando Lippi la respinse oltre la linea".
Brucerà per sempre, Aldo.
"Lo ammise pure l’arbitro Barbaresco in due interviste che conservo. Lippi è anziano come me, ormai potrebbe ammetterlo, su... Darci soddisfazione, invece di negare come ha sempre fatto. Ma ormai siamo vecchi tutti e due. Non è più tempo di fare polemiche. Anzi, gli auguro ogni bene, davvero, sinceramente. Se gli facesse piacere, sarei pronto ad andare a casa sua a stringergli la mano. Alla nostra età, all’ultimo chilometro prima del traguardo, basta litigi".
Proprio in quel 1972 lei segnò il gol vittoria, in un derby
"Auguro di provare una gioia del genere al nostro bimbo tanto educato che abbiamo in squadra, che è un po’ il nostro futuro. Ricci. O a Buongiorno, un altro bravo ragazzo. Gli ho spedito il mio libro, mi ha ringraziato, mi ha fatto piacere".
Il derby alla tv
"Soffrirò da morire e tiferò come un matto. Tanto poi perderemo come sempre. Ma in realtà noi continueremo a vincere tutte le domeniche. Noi non perdiamo mai perché abbiamo la leggenda. Un atto d’amore".
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