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Ag. Kvaratskhelia: "Napoli magica: la sua prima scelta! E' un georgiano napoletano. Sarà idolo come Lavezzi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ag. Kvaratskhelia: Napoli magica: la sua prima scelta! E' un georgiano napoletano. Sarà idolo come Lavezzi

L'agente di Khvicha Kvaratskhelia in esclusiva ad AreaNapoli.it. I dettagli della trattativa, ma anche le emozioni dei primi giorni a Dimaro: tutto quello che c'è da sapere sull'esterno georgiano di Spalletti.


Khvicha Kvaratskhelia ed il Napoli, amore a prima vista. Vale anche per il suo procuratore: "Quando gli ho mostrato la città, sono rimasti entusiasti. Li ha conquistati". Gennaro Di Nardo, rappresentante italiano del nuovo esterno di Luciano, è stato determinante per il suo trasferimentoin Campania: "Io e Zaccardo ci abbiamo lavorato a lungo. E' stato un piacere portare un calciatore di talento in una società come il Napoli. Siamo fiduciosi che qui possa esprimere il suo grande potenziale". Ai taccuini di AreaNapoli.it, l'agente si è gentilmente concesso in esclusiva per un'intervista. Diversi gli argomenti toccati: dai retroscena sulla trattativa alle emozioni vissute dal numero 77 con la maglia azzurra a Dimaro.

Hai guardato Napoli-Anaune?

"Assolutamente sì, l'amichevole l'ho seguita: Khvicha ha fatto molto bene".

I tifosi sono curiosi di ammirarlo contro le grandi.

"Ieri abbiamo già intravisto qualcosa delle sue qualità: il giocatore è questo, a prescindere dall'avversario".

In barba a chi diceva "segna poco". Ha grande facilità di calcio.

"C'è Micheli, a Napoli, che è molto attento: quando arriva un sì da parte sua, è un sì studiato, ragionato. Vale anche per Giuntoli. Io e Cristian abbiamo lavorato molto: lo scouting lo facciamo per conto nostro e studiamo attentamente i numeri di un ragazzo: prima di proporre un giocatore, oggi, devi essere padrone della materia e sperare che tutto vada al posto giusto". 

Kvaratskhelia-Napoli, un incastro perfetto. Merito tuo, di Zaccardo e non solo.

"In questo caso, c'era un'esigenza di ruolo; l'esigenza di una squadra molto organizzata e che ha avuto modo di muoversi in anticipo. Sono stati molti bravi, al Napoli. Cristian è stato lo scopritore di Khvicha, il suo intermediario, mentre io rappresento il giocatore in Italia. Il suo agente georgiano è Mamuka Jugeli, un grande procuratore, molto preparato. Kvaratskhelia lo conosciamo da due anni. Dai tempi del Rubin Kazan? Esatto. Il lavoro certosino fatto da Cristian è stato molto importante e il Napoli, nella persona di Cristiano Giuntoli e Maurizio Micheli, è stato bravo a credere nel ragazzo. Speriamo che possa fare bene".

Piaceva a molti. Pure alla Juventus e al Tottenham di Paratici.

"Posso dire che Paratici era sicuramente un suo estimatore: è una cosa molto concreta. Sì, ci sono stati altri interessi, però la volontà del giocatore e di Mamuka ha fatto la differenza". 

Cosa li ha convinti?

"Mamuka, quando è venuto a Napoli, quando gliel'ho mostrata, ne è rimasto estasiato. Non hanno avuto dubbi: sia lui sia il calciatore erano contenti di venire in Italia e di firmare per una squadra come quella campana".

Insomma: Napoli prima scelta.

"Proprio così. Non è stato per niente un "ripiego", per intenderci. Il manager e Khvicha sanno che a Napoli può fare bene. E' una piazza che hanno scelto loro: è stata una scelta reciproca tra le parti. Un po' di fortuna ha fatto sì che tutto andasse bene".

Il Napoli crede molto nelle sue qualità, visto quanto ha speso per averlo.

"La società ci crede, tanto che ha fatto un investimento importante per prenderlo. E' costato davvero 10 milioni, per il passaggio dal Batumi al Napoli? Le cifre sono più o meno quelle uscite: l'investimento non è stato basso, specie in questo periodo storico in cui non è semplice spendere per un calciatore... Parliamo di un ragazzo del 2001, non dimentichiamolo. Il Napoli, Micheli, sono stati bravi. Lo ripeto: sarà il campo a definire se sia stato un investimento giusto o meno, ma i presupposti ci sono tutti. Oggi come oggi, avere delle società che investono, e vale in Italia come all'estero, con una pandemia ancora in corso, non è cosa scontata".

Cosa potrà dare alla squadra di Spalletti ed allo spogliatoio sul piano umano?

"Testa, voglia. E' molto umile e si fa apprezzare da chi gli sta attorno. E' sempre pronto ad aiutare, dentro come fuori dal campo. Un ragazzo tranquillo e che sta già studiando italiano. Non ha fronzoli per la testa: è venuto in Italia per giocare al calcio in una piazza bella e che lo stimola. Sappiamo che Napoli non è una piazza semplice, ma è qui per dare il massimo e noi faremo di tutto per farlo stare bene. Alla fine, sarà il campo a dare il verdetto, perché il campo è il giudice supremo, ma abbiamo buone speranze".

Può entrare nel cuore dei tifosi come fece Lavezzi, per estro e carattere?

"Proprio così. Per caratteristiche, Khvicha è uno che dribbla molto e che, oltre ad avere un'alta percentuale di dribbling riusciti, vanta una dote particolare: dal fatto che ne provi così tanti, di dribbling, si capisce quanto sia coraggioso. Non demorde mai. Per la sua indole, può instaurarsi un bel binomio con la tifoseria, anche perché è un giocatore che si dà completamente, che si impegna per i compagni: non è solo dedito all'attacco, è bravo a ripiegare ed ha una buona struttura fisica, una buona gamba, una buona corsa. Chiaramente, gli si chiede di creare superiorità numerica, perché questo è il suo gioco; ma Kvaratskhelia sa fare, e bene, diverse cose".

Come servire la punta in modo "pulito".

"Hai visto bene: ha anche questo nelle sue corde. Indipendentemente da quelli che possano essere i nostri pareri, sono i numeri che parlano per lui. In ottica di chance create, che siano gol o assist per i compagni, ha numeri notevoli. Grazie ad una spiccata fisicità, persino dopo azioni serrate riesce ad andare sul fondo e a mantenere quella lucidità che gli permette di servire i compagni al meglio".

Spalletti voleva proprio un ambidestro come lui. Lo ha ribadito dopo l'amichevole.

"E' forte con entrambi piedi, li usa per concludere e per giostrare la palla. Giocando sul lato mancino a piede invertito, può andare sull'interno o sull'esterno con il sinistro, che solo tra virgolette è il suo piede meno abile, dal momento che lo usa bene per andare sul fondo".

Dice di guardare a Cristiano Ronaldo. Tu, invece, a chi lo paragoneresti? 

"Con i paragoni ci vado cauto. Anche se in conferenza stampa lui ha nominato il portoghese, la sua risposta, conoscendolo, non va letta come presuntuosa, anzi: ha grande cultura del lavoro e dice questo perché vuole sempre migliorare, si pone degli obiettivi e fa di tutto per rendere al meglio. . Sicuramente, da un punto di vista tattico l'Italia lo potrà aiutare. Per lui, stare qui, stare nel Napoli, fare bene con la maglia azzurra, è qualcosa di importante. Io lo ritengo un giocatore unico, nel senso che è un georgiano giovane ed è già un punto di riferimento per la sua nazione. Non farmi dire altro: sono partenopeo e, quindi, un po' scaramantico. C'è tanta umiltà da parte sua e da parte di chi gli sta attorno, non possiamo che sperare che dia una mano al Napoli e che possa fare bene".

Il mercato tuo e di Zaccardo resterà rivolto all'estero e ai paesi dell'Est, o anche all'Italia?

"L'attenzione verrà rivolta sia all'estero sia all'Italia. Il discorso che talvolta si fa sugli italiani non lo condivido: io penso che giocatori così, a prescindere dalla loro nazionalità, possano solo fare bene al nostro calcio. Sì, c'è un'attenzione rivolta all'estero, ma siamo aperti al calcio globale, perché il calcio, ormai, è un linguaggio internazionale. Non si può certo discriminare un talento perché georgiano, credendo che questo basti a farlo valere meno di un italiano o di un brasiliano... Khvicha è georgiano, ma gioca a calcio e lo fa bene. Quando si fa valere in mezzo al campo, ti dimentichi da dove venga. Per fortuna, col calcio cadono tante barriere".

Prevedete nuovi affari col Napoli, in futuro?

"Sicuramente, portare giocatori al Napoli è solo un piacere: lo dico con tutta onestà. Questa è un piazza in cui si può fare solo bene, però si devono portare giocatori giusti; ragazzi che, indipendentemente da un discorso tecnico, siano consapevoli di dove andranno a giocare. In questo caso qua, Kvaratskhelia era ben consapevole che Napoli è una città piena di sorprese e magica. Prima di proporre qualche giocatore al Napoli, deve essere giusto e, soprattutto, funzionale. Bisogna scovare qualche talento di questo tipo, magari anche non noto. Ci proviamo: non è facile, ma lo scouting va fatto e in fondo, è il bello del nostro lavoro".

Chiudiamo col pensiero di Khvicha: cosa ti ha detto di questi primi giorni in ritiro?

"E' contentissimo di allenarsi con il Napoli, è molto felice della città, del fatto che i tifosi già lo riconoscano. Non lo sanno chiamare, ma su questo ci lavoreremo (ride, ndr). E' entusiasta ed ha grande voglia. Napoli gli piace. Venendo da realtà diverse come Russia e Georgia, nota comunque la differenza. Lo vedo molto allegro. Quando siamo andati in giro per la città, sembrava vivere a Napoli già da un po'. E' un georgiano napoletano? Sì, perché ha quella flessibilità che talvolta non trovi negli stranieri. Parla poco, ma parla bene. Lo ripeto: è tranquillo e umile, ma ha tanto carattere. E' molto contento e spero che questa contentezza lo porti ad esprimersi al meglio sul campo".


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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