Adani stronca Allegri: "Mi ha sorpreso, all'inizio mi sono sbagliato". E cita il Napoli
Lele Adani, ex calciatore, ha fatto una dura analisi su Massimiliano Allegri ai microfoni de 'La Nuova Domenica Sportiva'.

Quando anche chi aveva scelto di credere nel progetto torna sui propri passi, allora significa che qualcosa, lungo il percorso, si è inevitabilmente incrinato. È il caso del Milan, finito al centro di una riflessione severa da parte di Lele Adani, ex calciatore, intervenuto a 'La Nuova Domenica Sportiva'.
Adani demolisce Allegri nella sua analisi
Un'analisi che non nasce da pregiudizi, ma - al contrario - da una fiducia iniziale poi progressivamente venuta meno: "Innanzitutto devo ammettere di essere un po' sorpreso e anche probabilmente di aver sbagliato all'inizio. Io all'inizio credevo in questo progetto, credevo in un nuovo modo di esprimersi di Allegri dopo un anno fermo e dopo insuccessi negli ultimi anni, diversi anni, credevo in una ripartenza nuova".
Una premessa che rende ancora più pesante il giudizio successivo. Perché non si tratta di una critica istintiva, ma di una valutazione maturata nel tempo: "Poi i bilanci, quando vai verso la fine risultano più chiari. Questa squadra attacca male e difende anche peggio. E mi risulta strano dopo 8-9 mesi di lavoro. Quindi dispiacendomi perché devo rivedere quelle che erano previsioni volte al bene, al giusto. Sicuramente ad Allegri verrà data fiducia per un altro mandato, però onestamente vedo poca costruzione per il futuro con alcuni punti decisamente negativi a partire non dalla difesa, come ha detto lui, 'bisogna difendere meglio', ma dall'attacco. Perché il Milan è una società che quando scende in campo lo fa per vincere, non per degli obiettivi da quarto posto".
"Però il Milan è uscito e non ha vinto la Supercoppa Italiana, cosa che ha fatto il Napoli per esempio che aveva anche tutte le coppe e lo ha superato, è uscito agli ottavi di Coppa Italia contro la Lazio, e in un momento dove sembrava ripreso lo scudetto è uscito totalmente, totalmente, visto che vincere quando tu non hai le coppe doveva essere un obiettivo no?".
Adani allarga poi il discorso, andando oltre la figura di Massimiliano Allegri e toccando un tema strutturale: "Io non parlo di allenatori, io parlo del lavoro. Perché il lavoro, a differenza di quanto sempre sento dire che ci vogliono i grandi giocatori: no, troppo facile, serve la somma tra i giocatori e le idee. Certo che ci vogliono i grandi giocatori, ma se tu dici che ci vogliono solo i grandi giocatori, come può il Milan aver perso quest'anno tantissimi punti contro l'Udinese, ha i giocatori più forti del Milan? Il Parma ha i giocatori più forti del Milan? La Cremonese, il Pisa hanno giocatori più forti del Milan? No. Allora il lavoro che io pensavo buono all'inizio e nutrivo fiducia, alla fine risulta veramente incerto e secondo me ci sarà molto da intervenire perché questo non basta nemmeno per ripartire".
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