A Di Lorenzo non fischiarono un rigore per "step on foot": Rocchi fa chiarezza sulla regola
Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, ha fatto chiarezza sulla regola dello "step on foot", nel corso del suo intervento ai microfoni di Sky Sport.

Nel calcio moderno, con l'introduzione del VAR, i dibattiti sulle regole arbitrali sono diventati sempre più frequenti. Numerosi episodi, legati a calci di rigore o espulsioni, sia concessi che non, hanno generato accese discussioni. Tuttavia, il regolamento che attualmente sta suscitando particolare scalpore è quello relativo al cosiddetto "step on foot" (fallo di pestone). Sebbene nella maggior parte dei casi venga sanzionato, sta emergendo anche un'attenzione crescente alla vigorosità del contatto che lo caratterizza.
Un esempio recente si è verificato durante Napoli-Monza - disputata al Maradona il 29 settembre e vinta dagli azzurri per 2-0 - quando non venne assegnato un rigore a favore di Giovanni Di Lorenzo per un evidente pestone. A tal proposito, Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, ha fatto chiarezza su questa regola nel corso del suo intervento ai microfoni di Sky Sport: "Lo step on foot è stato proposto dalla Uefa per tutelare i calciatori, perché si accorgono che quella tipologia di intervento sta aumentando e crea fastidio, crea infortunio. Infatti non solo va punito col fallo, ma anche con fallo e ammonizione. Tant’è che oggi rischiamo di far passare lo 'step on foot' uno 'step on foot' che non è tale come abbiamo visto in queste ultime settimane. Possiamo discutere sul rigore, ma non è quella la tipologia. Deve esserci innanzitutto la contesa del pallone, tutto quello che non è questo é un contatto ma non è step on foot".
"Il fallo deve essere una cosa seria ma puoi stabilire con una bilancia un fallo vero? Il nostro compito principale è formare arbitri bravi e nelle prime giornate hanno arbitrato bene. Ci sta che l'arbitro moderno sia più abituato a una comfort zone ma siamo severi quando non li vediamo in campo decidere. E l'arbitro bravo è chi capisce la partita che ha di fronte".
Ha, poi, concluso: "Poi è chiaro che preferisco una partita corretta dal Var che uno che va al monitor e non corregge la decisione. Agli arbitri dico di stare attenti alle esagerazioni sui contatti e di capire la dinamica di un fallo, di non premiare la furbizia. Abbiamo rivisto tutti i rigori dati in A e B e di rigori dati di troppo ne ho visti pochissimi. Forse si difende in maniera diversa o magari c’è meno cura della fase difensiva".
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