SuperLega, i 3,5 miliardi non spendibili sul mercato. Laghrari: "Si puņ iniziare tra 5 mesi"

"Non č una lega chiusa, visto che un quarto delle squadre cambierebbe ogni anno", afferma il segretario generale della Super League.
SuperLega, come funzionerebbe la ripartizione dei fondi? E come potrebbero essere utilizzati? A Fare chiarezza è la redazione del Corriere dello Sport: "I 3,5 miliardi saranno distribuiti tra i 15 club fondatori in maniera equa all’interno di una forbice compresa tra i 210 e i 250 milioni a testa, i soldi non possono essere spesi sul mercato ma andranno investiti in strutture e per calmierare gli effetti del Covid, sono già previsti 10 miliardi di contributo di solidarietà da distribuire in 23 anni".
Intanto, Anas Laghrari, segretario generale della SuperLeague, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Le Parisien: "Il calcio migliore possibile, che faccia sognare la gente e i giovani per rinnovare un sistema prigioniero della follia del mercato e dei soldi. Le nuove generazioni si interessano meno al calcio, si concentrano sui videogiochi o altro e si avvicinano solo quando ci sono grandi partite. Ma questo tipo di sfide capitano solo raramente. Non è una lega chiusa, visto che un quarto delle squadre cambierebbe ogni anno. Ci saranno delle retrocessioni ogni stagione, come nei campionati che non sono tornei chiusi. Siamo pronti a sederci attorno a un tavolo, chiediamo solo dialogo. Le minacce di esclusione non sono legali. In caso di accordo con la UEFA, la competizione potrebbe vedere la luce già a settembre 2021. E in caso di disaccordo? Tutto potrebbe anche iniziare in cinque mesi".






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