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Spalletti: "Osimhen non dall'inizio, Zielinski out. Ma quale turnover? Voglio passą 'o turno. Mertens..."


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Pubblicato nella sezione Coppe
Spalletti: Osimhen non dall'inizio, Zielinski out. Ma quale turnover? Voglio passą 'o turno. Mertens...

Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Legia Varsavia allo Stadio Maradona.


Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Legia Varsavia: "Il Napoli vuole andare avanti in Europa? Questa gara qui sarà decisiva, sono convinto che se non riusciamo a vincere sarà difficile rimanere in questa competizione. Porteremo dentro tutte le motivazioni possibili. Ci sarà un rafforzamento della mentalità del campionato, di squadra tosta, vogliamo dimostrare di essere all'altezza anche in altre competizioni. Abbiamo una rosa che ce lo permette e ce lo consente. Abbiamo un numero di calciatori che sono di livello alto quasi tutti, di livello top per restare dentro questa competizione".

Sarà turnover contro il Legia Varsavia? "Secondo me parlare di turnover è abbastanza offensivo per questi calciatori. Voi parlate di turnover io parlo di passà 'o turno. Noi abbiamo una rosa che ce lo permette. Vedete ad inizio campionato, hanno giocato Manolas, Meret, Lobotka prima che si infortunasse. E' un modo di dire che va cambiato. Io adesso punto su altri titolari. Turnover è un modo di dire che va ad intaccare il livello dei calciatori che abbiamo. Mertens gioca perché si fa turnover? Mertens gioca perché è un altro titolare a disposizione, così come Demme. Juan Jesus può fare anche il terzino, è un calciatore veloce, può fare scorribande anche sulle fasce. Io prendo il tempo per mettere in campo una formazione, può essere ci sia il brasiliano al posto di Mario Rui. Io e il mio staff ci riuniamo e faremo una valutazione, visto che ci sono tante partite ravvicinate. Si tira dentro il responsabile sanitario Canonico, De Luca, sono persone che possono darci una mano dal punto di vista medico e scientifico. Si fanno tante valutazioni. Si mette dentro una squadra per vincere la partita, perché noi vogliamo vincerla".


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Gol di Osimhen col Torino nasce da rimpallo, ma prima tanto calcio. E' la tua squadra più forte? "Non lo so, si deve vedere in fondo, ci sono tante trappole e tanti proveranno a piazzarle. Questa domanda va rifatta in fondo, ma gli ingredienti ci sono tutti per un Napoli forte. Io sono stato fortunato, ho avuto grandi squadre nel mio percorso. La qualità in quell'azione sulla trequarti dà tanti sbocchi per vincere le partite con un calcio offensivo, noi abbiamo lo stretto e poi Osimhen nel lungo, quindi possiamo andare con ogni composizione tattica degli avversari senza scomporci. Io mi entusiasmo ogni giorno di questi ragazzi, vivendoli sempre. Ci sono tutti gli ingredienti affinché sia la squadra più forte mai allenata.

Ritorno di Mertens? "E' importante perché ci dà più soluzioni, si ha bisogno di leader per ambire a grandi traguardi. Lui è uno che si fa sentire, si prende delle responsabilità. Eravamo lì ad aspettarlo, ci fa molto piacere come ci ha fatto piacere il ritorno di Demme, Lobotka. Le qualità della rosa possono fare la differenza per sopperire ad eventuali problemi, come quello di Zielinski che non sarà del match di domani. Mertens dall'inizio o a partita in corso, sarà sicuramente del match domani".

Legia Varsavia, biglietti gratis agli under 14, che partita vedranno? "Volevamo far divertire i nostri tifosi già con lo Spartak, cercheremo di farlo domani. Ma vi garantisco che l'impegno è sempre lo stesso dei miei ragazzi. Non parliamo per parlare, siamo persone serie, si andrà in ritiro. Si spendono soldi per andare in ritiro, si va per far stare lontani i giocatori dalle famiglie? I calciatori hanno scelto il ritiro, quando si è proposto... il comandante ed il capitano hanno scelto il ritiro. Una delle insidie è che qualcuno si alleni meno bene, il livello di qualità va mantenuto anche in allenamento. Se uno non gioca c'è chi ha la reazione corretta e chi abbassa il suo livello, in una rosa di livello come hanno tutte le squadre che puntano alla Champions c'è anche la gestione di queste gare che ti possono dare una mano per gestire il gruppo".

Osimhen riposerà domani sera? Al suo posto Petagna o Mertens? "Ci sono calciatori che hanno delle qualità che vanno oltre, hanno dei muscoli che sono differente ad altri. Soprattutto i calciatori di colore hanno questa potenzialità qui, riescono a rigenerarsi in poco tempo e fare numeri dal punto di vista di lunghezza e qualità. Lui è uno di questi, lo stesso discorso di Osimhen si può fare di Koulibaly. Poi torni all'allenamento il giorno dopo e se gli chiedi di allenarsi col gruppo, lo fanno. Poi bisognerà fare attenzione alla rosa, perché ci sono altri tipi di problemi. Domani Osimhen può essere della partita, ma dall'inizio non lo faccio partire. Probabilmente domani può essere anche della partita, ma con la qualità che abbiamo non lo faccio partire dall'inizio. Per Mertens prima abbiamo parlato di qualità sullo stretto prima, loro si chiudono bene, è questo li ha portati in testa al girone. Sia con Mertens palleggiando che con Petagna ci sono le caratteristiche utili con il Legia".

La pressione è benzina psicologica o da dribblare? "Funziona così, se vuoi avere successi importanti devi gestire questo tipo di cose, quando una cosa la racconti poi devi trovare altro per ulteriori ragionamenti perché gli altri la studiano e vanno ad assorbire le qualità. Noi dobbiamo sapere che le squadre che incontriamo sono motivate dai nostri risultati e dalla nostra classifica e noi dobbiamo essere consapevoli ed umili di lavorare ancora più in profondità".

Con lei non sembrano più esserci problemi interni. "Fa parte sempre dell'intelligenza dei giocatori, forse sono subentrate cose differenti. Sono dei professionisti veri, sanno i loro obblighi, sono prigionieri nell'esibire un impegno, in un contesto di gruppo, sono i risultati di gruppo a fare la differenza, non quelli individuali. Devono saper coesistere, stare insieme e collaborare, così si fanno risultati, non può esserci un Napoli vincente senza risultati di squadra. Poi senza il risultato di squadra l'anno scorso anche individualmente non c'è stato mercato per nessuno, ciò che mette in vetrina è il risultato di tutta la squadra, non del singolo".

Sull'episodio di Lozano: "S'è esagerato un po' in quella situazione, avevamo bisogno di determinate qualità, poi hanno iniziato a sparare palloni in area e c'era bisogno di 5 minuti di quei contrasti. L'ho tolto ad un minuto dalla fine mi pare, era dispiaciuto, ma è comprensibile. E' bastato tornare al campo per vedere come ha reagito e condiviso la vittoria con gli altri ed è tutto a posto".

Zielinski a rischio anche per il match di Roma? "No, domani non gioca per precauzione per non metterlo a rischio per la partita contro la Roma. A Roma ci sarà".

Sempre sull'episodio di Lozano, ha aggiunto: "Come abbiamo detto, l'obiettivo è vincere le partite, poi ci sono anche quelli che non hanno giocato, chi non gioca da più partite, poi ci sono i ruoli e le caratteristiche dei singoli. Succede con le cinque sostituzioni quando hai necessità di qualcos'altro, fa parte del mio ruolo, non è vietato sostituire chi ho messo in campo. Poi è chiaro che glielo vado a spiegare, mi servivano caratteristiche differenti, potevo scegliere anche un altro, ma serviva anche fisicità per quei cinque minuti finali, non ripartenze, una volta sbloccata devi mantenere il risultato".

A Roma già pensano al big match di domenica? "Io da domenica ad oggi non ho avuto tempo per tutte le cose e non posso metterci anche la Roma. Domani è un passaggio fondamentale per il nostro futuro ed i giocatori lo sanno benissimo. Chi pensa ad altro se non a vincere sbaglia di grosso".

Il capitano Lorenzo Insigne è sereno? "Lui non è sereno, ma serenissimo, è un leader della squadra, poi capita anche ad un leader di sbagliare un rigore, ma si deve fare il Napoli nonostante questo. Lorenzo lo ha già dimostrato e perciò ho detto cosa deve dimostrare ancora. Sa che si deve reagire in certi momenti, ha sbagliato un rigore o due, forse tre, ma può succedere a chiunque. Cambiare rigorista non ci darebbe certezze di fare gol e si metterebbe solo a rischio certezze di cui adesso non possiamo fare a meno. Poi è chiaro che ci sono momenti dentro la partita particolarmente emotivi e vedremo come sta in quel momento e ne parlerà con i compagni. Ho visto giocatori scelti fatti entrare per tirare un rigore e poi sbagliarlo. Quindi di cosa si parla? Serve lealtà ed onestà e se ne parlerà anche da soli senza bisogno dell'allenatore, che può solo percepire lo stato emotivo del calciatore e null'altro".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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