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"Sei minuti maledetti, mi sentivo in colpa", shock Gattuso. C'è chi pensò al clamoroso ritiro


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Pubblicato nella sezione Coppe
Sei minuti maledetti, mi sentivo in colpa, shock Gattuso. C'è chi pensò al clamoroso ritiro

Fu una notte indimenticabile per tanti calciatori perché doveva essere l'inizio di un sogno fantastico ed invece si trasformò in un incubo pauroso.


"L’ho vissuta malissimo, ci ho messo un bel po’ di tempo a riprendermi. Mi sentivo in colpa, non avevo più fiducia in me, volevo cambiare aria. Cos’è successo? Non lo sappiamo, eravamo abituati a quelle gare, avevamo tutti giocato 4/5 finali, eravamo pronti. Rafa Benitez, addirittura, aveva tolto un attaccante per un centrocampista, per non prenderne altri. E invece sono arrivati quei maledetti 6 minuti". Furono le parole di Rino Gattuso, all'epoca calciatore del Milan, dopo la finale di Champions contro il Liverpool del 2005.

Lo stesso pensò anche Andrea Pirlo che, per qualche istante, pensò addirittura di dire basta all'attività di calciatore con il clamoroso ritiro. "Dopo quel giorno ho pensato al ritiro - spiegò il forte centrocampista - per qualche giorno ho pensato che fosse finita. Non avevo forze, non mi davo pace e non riuscivo a trovare spiegazioni”. Quel 25 maggio, in pochi minuti la finale di Istanbul si trasforma nell'incubo di Istanbul. Il Milan - si legge su Romanzo Calcistico - in vantaggio di tre reti, si fa rimontare dal Liverpool di Benítez, perdendo quella che, ai posteri, verrà probabilmente ricordata come la più incredibile finale di Champions League. 


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Gattuso, Pirlo, Nesta e Kakà sembravano persi. Chi voleva abbandonare, chi andarsene: sembrava che il Milan non potesse più ripartire. Al ritorno in aeroporto alcuni tifosi attaccarono i giocatori, pretendendo le scuse per la figuraccia. Come se non fosse bastata la batosta subita in campo, come se non fossero sufficienti i rimorsi che già attanagliavano le anime moribonde dei rossoneri. È lì che scatta qualcosa in Paolo Maldini. Dopo essersi scontrato con orgoglio quella notte e aver difeso a spada tratta la squadra, promette a se stesso che non sarebbe potuta e dovuta finire così. E dopo la mera disfatta, infatti, da vero capitano inizia l'opera di convincimento. Chiama uno ad uno i suoi compagni, la frase è sempre la stessa: “Torneremo in finale”. Ed è esattamente ciò che succederà due anni dopo. 

Il Diavolo torna di nuovo in finale e, per uno strano scherzo del destino, si trova di fronte proprio il Liverpool. L’epilogo stavolta sarà diverso: doppietta di Pippo Inzaghi, 2-1 Milan e settima Champions alzata al cielo. E anche se Istanbul non potrà mai essere cancellata, la "vendetta di Atene" era stata consumata. E la profezia del Capitano si era finalmente avverata. 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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