La novità di Sarri, l'occhiataccia di Mertens e la voglia matta di Arek il polacco

All'inizio fu l'alternanza Insigne-Mertens quando c'era Higuain. Un po', alla lontana, come una delle tante staffette famose stile Mazzola-Rivera in Nazionale.
All'inizio fu l'alternanza Insigne-Mertens quando c'era Higuain. Un po', alla lontana, come una delle tante staffette famose stile Mazzola-Rivera in Nazionale. Poi arrivò Milik, che si fece male dopo aver daro un assaggio di sè. E così, dopo il vano tentativo di "valorizzare" Gabbiadini, arrivò la soluzione a sorpresa: Mertens al centro, Lorenzo Insigne al suo posto e Callejon inamovibile. Ora Milik è tornato. E chiede spazio. Ma Mertens è diventato un punto fermo da centravanti. Cosa si fa? Al principio di questa stagione Sarri e lo stesso Dries fecero capire che non sarebbe stato semplice rispostare il belga sulla corsia mancina. E allora? Sarri oggi è stato chiaro in conferenza stampa: "Callejon-Mertens-Milik? Si può fare". Una novità rispetto alle premesse. L'occhiataccia di Mertens alle telecamere dopo il gol a Bologna è stata interpretata in mille modi: "Ce l'aveva con la moglie", ha addirittura detto qualcuno, "ma no, sa che in Champions non giocherà e quindi è arrabbiato". La verità la conoscono solo i protagonisti, ma quel che è certo è che Sarri ora ha grande abbondanza, e questo non può e non deve essere un problema. La fame di Arek il polacco sia un valore aggiunto, non un pretesto per fare polemica. Se c'è da fare un salto di qualità ulteriore, si passa necessariamente da qui.







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