Eintracht-Napoli, pagelle: Lobotka, Lozano e Osi: wow! C'è un 10, ma gli azzurri non c'entrano

Prova sontuosa della squadra di Luciano Spalletti anche in Champions League. Pochi minuti di studio, poi i partenopei mettono l'Eintracht alle corde.
(Dall'inviato a Francoforte, Luca Cirillo). Nemmeno lo spettacolare ed incessante tifo del Deutsche Bank Park - senza dubbio tra i più belli al mondo, la struttura molto meno e non solo quella - è riuscito a mettere paura al Napoli di Luciano Spalletti che vince anche la gara degli ottavi di andata di Champions League in casa dell'Eintracht di Francoforte. Dopo una prima fase di studio in cui i partenopei sembrano lasciare - quasi volutamente - il pallino del gioco ai padroni di casa, arrivano le soluzioni: è Di Lorenzo a salire in cattedra, in combinato disposto con Lobotka, e a lanciare nello spazio laterale Lozano. Nascono così il rigore (poi sbagliato da Kvaratskhelia) e i due gol di Osimhen (il secondo annullato per fuorigioco millimetrico). Si va al riposo avanti di un gol. Nella ripresa l’espulsione al 58' di Kolo Muani (piede a martello su Anguissa) mette ulteriormente la partita in discesa per i partenopei. Al 65' il raddoppio di capitan Di Lorenzo illuminato da un tacco di Kvara.
Glasner ci prova e punta a far male gli azzurri sulla sinistra dove Spalletti concede fiducia ad Olivera al posto di Mario Rui: Lindstrom qualche problema lo crea, ma nulla di particolarmente preoccupante. Sul finire di partita il tecnico toscano inserisce Ndombele per Anguissa, Elmas per Lozano, Politano per Kvaratskhelia e Simeone per Osimhen. Ma il risultato non cambia e ora al Maradona si partirà dal doppio vantaggio: i tifosi sognano l'approdo ai quarti di finale. Queste le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 6,5. Un voto glielo diamo e non è altissimo solo perché gli avversari quasi mai si affacciano dalle sue parti. Sicuro nelle uscite e in una presa centrale. Fa più fatica nel prepartita.
Di Lorenzo: 8. Ormai non è più solo un terzino, ma anche un delizioso rifinitore. Quando l’Eintracht pressa, il Napoli si appoggia molto anche a lui che solca la fascia come un trattore turbo. Nel corridoio laterale serve a Lozano palloni che sembrano telepass. Il gol dopo il tacco di Kvaratskhelia è da attaccante aggiunto: un tiraggiro a pelo d’erba che sa di biliardo.
Rrahmani: 7. Gli avanti tedeschi trovano un muro mobile. In marcatura e nel gioco aereo è invalicabile, in costruzione concede a Spalletti variazioni sul tema.
Kim: 7,5. Anche il mister lo ha ribadito in conferenza post gara: se i tifosi lo acclamano con “Kim, Kim, Kim” è perché lui si fa davvero in tre ed è praticamente ovunque. Kolo Muani non la prende quasi mai. Rimedia un giallo forse evitabile, ma è l’unica piccola macchia dell’ennesima prova spavalda e autoritaria. Intelligenza, astuzia, audacia, spregiudicatezza dirompente. Il cartellino non lo condiziona e nel secondo tempo si vede spesso anche in avanti.
Olivera: 6,5. Ci mette qualche minuto per carburare tra errori con il pallone tra i piedi e difficoltà a trovare varchi. Lindstrom gli crea qualche imbarazzo di troppo. Una volta trovata l’intesa con Kvara, però, fluidifica e difende al meglio delle sue possibilità. Diesel.
Anguissa: 8. Primo tempo a buoni ritmi per carburare e studiare gli avversari, quindi inserisce le marce alte e pedala agilmente vincendo ogni contesa con giocate ad alto tasso tecnico. Delizioso anche negli ultimi venti metri: a tratti bordeggia il concetto di 10 d’un tempo. Sfiora anche il gol, da terra. Dall’80’ Ndombele: sv. Entra e non appare a suo agio. Qualche errore c’è tra disimpegni facili qua e là.
Lobotka: 8,5. Togliergli il pallone è come pensare di fermare il tempo spezzando le lancette all’orologio. Lui è oltre il polso, non solo della situazione. Stanislav aleggia, è il radar del Napoli e al tempo stesso spinnaker da vento in poppa. E’ lui a recuperare il pallone e a servire Lozano nell’azione che porta al vantaggio di Osimhen. Fino al triplice fischio non alza mai il piede dal gas.
Zielinski 6,5. In una serata simile sarebbe ingeneroso parlare di poca brillantezza, tuttavia se c’è qualcuno meno brillante degli altri, è proprio lui. O meglio, da lui ci si aspetterebbe la giocata illuminante di cui è capace come pochissimi, ma contro i tedeschi appare e scompare con alcune sterzate delle sue e tanto sacrificio.
Lozano: 8,5. Una delle migliori prove da quando è a Napoli. Se andate, anche ora, al Deutsche Bank Park, troverete i segni sull’erba delle sue folate da ghepardo in aperta prateria in affondo sulle prede. Prende un palo, poi serve ad Osimhen il pallone dello 0-1. Riesce a ripetersi, ma ritarda leggermente il passaggio e il nigeriano era in leggero fuorigioco. Manda in porta anche Kvaratskhelia, che non riesce a segnare. Dal 79' Elmas: sv. Ultimi minuti quando la squadra sembra in totale controllo. Qualche piccolo errore c’è, ma nulla di particolare.
Osimhen: 8,5. Annusa la paura dei “nemici” e colpisce con un graffio da Re della foresta. Si abbassa, scatta come e quando vuole e va a chiudere le azioni: porta il Napoli in vantaggio chiudendo una sgroppata di Lozano. Poi fa anche il secondo: annullato per pochi centimetri di fuorigioco. E’ come un bulldozer che spinge in avanti e genera ordine e pulizia alle sue spalle dove i compagni vanno a nozze. Trovate, ad oggi, uno più cattivo, più in forma e più efficace di Victor. Dall’84’ Simeone: sv.
Kvaratskhelia: 7. Sbaglia un rigore, sì. Non è nella sua migliore serata, vero. Eppure regala giocate magiche tra aperture d’esterno e un tacco-assist che sembra un varco per far entrare Di Lorenzo sul tabellino dei marcatori. Dall’84’ Politano: sv. Buone percussioni e qualche dribbling.
All. Spalletti: 9. Questo Napoli non ha limiti, nel senso che non si pone proprio il problema. E’ una squadra che non fa calcoli, che gioca come sa. E lo fa esaltandosi, divertendosi. A testa alta, come piace ai tifosi. I suoi uomini sanno anche attutire i colpi in fase di studio. A fine partita sembra stanco e un giusto un pelo teso perché sa che non c’è tempo per esaltarsi. Sabato c’è l’Empoli: guai a distrarsi.
10 al tifo incessante e spettacolare dei sostenitori dell’Eintracht. La squadra ha perso, ma loro hanno vinto senza ombra di dubbio. Scenografie, cori, partecipazione collettiva. Un tripudio di bellezza e di attaccamento. Poi qualche stupido che dice “odio Napoli” si trova sempre. Ovunque. 10 pure all'amore dei napoletani per la propria squadra: Francoforte letteralmente invasa.






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