Atalanta-Napoli, pagelle: a Lozano 10, agli altri poco. Gattuso dà una pessima "notizia"

Con El Chucky si salvano in pochi: Ospina, bravo in almeno 3 interventi, e Demme, entrato nella ripresa. Osimhen convalescente, ma quanto pesa il gol divorato.
Al Gewiss Stadium l’Atalanta batte il Napoli 3-1 e accede alla finale di Coppa Italia dove sfiderà la Juventus. Buio pesto per la squadra di Gennaro Gattuso che perde ancora dopo lo scivolone in campionato contro il Genoa. C’è davvero poco da salvare se non la “reazione” d’orgoglio quando i partenopei erano ormai sotto di due gol a causa di imbarazzanti errori difensivi. Si è rivisto, in pratica, lo stesso canovaccio del match di Marassi. Possibile mai che gli azzurri, per “reagire” abbiano bisogno di essere scossi da cazzotti in pieno volto sferrati dagli avversari di turno? Nel primo tempo è Duvan Zapata, ex di turno, a portare in vantaggio gli orobici: nessuno gli va incontro per contrastarlo e lui, indisturbato, scaglia una saetta da fuori area che si spegne all’incrocio. Il bis bergamasco arriva poco dopo. Altra dormita generale tra difesa e centrocampo, e questa volta Zapata si veste da rifinitore per il dirompente Pessina che si inserisce in area e fredda Ospina. Nel seconda frazione è il solito Lozano, al 53’, a riaccendere le speranze con il gol del 2-1. Poi Osimhen si divora l’occasione del 2-2 non trasformando il goloso assist di Demme, entrato nella ripresa. Gol mancato, gol subito ancora una volta. Pessina, ancora lui, si prende gioco della difesa napoletana con un tunnel prima di fare lo scavetto all’estremo difensore azzurro (che non meritava di incassare tre gol) per il definitivo 3-1. De Laurentiis non parla, mentre il volto di Gattuso, nel post-gara, dice tutto con tanto di pessima notizia per i tifosi: “Per come siamo messi, un’altra squadra avrebbe preso 4-5 gol. Dopo 20 minuti sotto di due gol, abbiamo avuto la forza di reagire. Sappiamo le difficoltà che stiamo avendo: testa su per ritrovare entusiasmo che a tratti abbiamo e a tratti no”. Non proprio parole che fanno ben sperare. Ecco le pagelle di Areanapoli.it
Ospina: 6,5. Sui gol nessuna responsabilità e salva il Napoli in almeno tre occasioni. Nonostante il passivo è tra i migliori della squadra.
Di Lorenzo: 5. Il tunnel di Pessina nell’azione del 3-1 che chiude la partita, è pesantissimo. Fino a quel momento una prova sufficiente tra contenimento e spinta, ma nulla di eccezionale.
Maksimovic: 4, ma tendente al 3.5. Non ne indovina una né in marcatura né nei movimenti preventivi. Non legge, non guida la difesa, è impreciso e pericoloso quando c’è da impostare.
Rrahmani: 5,5. Questo ragazzo merita fiducia, quella che non ha mai avuto fino ad ora. Tiene bene fisicamente il duello con Zapata, ma non è colpa sua se il centrocampo non fa filtro e si vede arrivare gli avversari lanciati.
Hysaj: 4,5. Duvan Zapata trova una prateria su cui cavalcare nell’occasione del primo gol, Elseid gli lascia tutto lo spazio e il tempo per mirare e calciare. Anche in occasione del secondo gol dell’Atalanta si fa irretire nella trappola orobica. Mai un passaggio in profondità, mai una sovrapposizione. Dal 42' Mario Rui: 5. In alcuni momenti sembra giocare senza voglia e attenzione, poi improvvisamente si accende con soluzioni dalla distanza e con chiusure preziosi. Sono attimi, poi torna a spegnersi.
Elmas: 5,5. Il giro palla non è il suo mestiere principale, lui ci prova ma i frutti sono quelli che sono. Ha soprattutto attitudini offensive e l’accoppiata con Bakayoko non è delle migliori per schermare la difesa. Gattuso si ravvede a fine primo tempo. Dal 45' Politano: 6. Tra i più pericolosi del Napoli, infiamma l’attacco con accelerazioni e intuizioni.
Bakayoko: 5-. Lento, troppo lento per poter pensare di fare da coordinamento del gioco. L’Atalanta va a mille anche in pressing e lui va in affanno. Nella ripresa recupera punti e smalto con il nuovo modulo ed è tra coloro che partecipano all’azione dell’illusorio 2-1.Dal 64' Demme: 6,5. Entra lui e cambia la musica: gioca a testa alta e in tanti si chiedono come mai non abbia giocato in un match decisivo. Mette ordine, corre per tutti, salva su Ilicic e va a rifinire per Osimhen che fallisce il pallone della qualificazione.
Zielinski: 4,5. Qualcuno gli dica di ricordarsi il suo nome e le sue qualità. Invece di spingere alto, calamita a sé la pressione dell’Atalanta. E così diventa un ibrido che non taglia, non cuce e non illumina. Dal 64' Lobotka: 6. Più in palla rispetto alle ultime apparizioni anche se il Napoli con il suo ingresso perde ulteriormente fisicità in mezzo al campo. Migliora il palleggio pur senza idee precise.
Lozano: 7,5. Anzi, 8. Forse 9. Magari anche 10. E’ il migliore del Napoli ancora una volta. E’ il pilastro sul quale il club dovrebbe costruire la rinascita. Al pronti via mette in crisi Palomino e lo fa ammonire. I compagni fanno fatica a seguire le sue scorribande. Con grande caparbietà segna il gol del 2-1 che riapre la partita. Ci prova in tutti i modi sia in attacco che in difesa. Andrebbe emulato da tutti.
Osimhen 5,5. Nel primo tempo prova a prendere le misure del campo e degli avversari dopo gli ultimi difficili mesi. I compagni non lo servono mai in profondità e lui sgomita per farsi spazio spalle alla porta. Divora il gol del 2-2 arrivando in leggero ritardo e senza la giusta foga sull’assist di Demme: Gollini respinge. Al Napoli gira anche male con la fortuna.
Insigne: 4,5/5-. Intrappolato dagli avversari, non riesce mai a divincolarsi. Lozano gli fornisce un assist e lui spreca da posizione favorevole. Bello ma largo un tiro di sinistro da fuori area. Il punto è che sembra mentalmente spento. Cresce nella ripesa trovando qualche spiraglio tra le linee, ma è davvero poco per un campione come lui. Ammonito dopo uno stop di braccio (poi segna, ma azione fermata).
Gattuso: 4,5. Basterebbero le dichiarazioni post gara per dargli un voto basso. Fa capire che la squadra è mentalmente spenta e che fa fatica a trovare entusiasmo. Da cosa dipende? Aspetti fisici? Problemi tattici? Litigi con il club? E' possibile conoscere la verità? Bakayoko centrale, con ai lati Elmas e Zielinski, in combinato disposto con il momento imbarazzante che vive Maksimovic, è un quadro piuttosto deprimente. E l'Atalanta va a nozze. Calciatori in scadenza, mancanza di compattezza e di idee: quanti errori tra Rino e il club. Si trovino immediate soluzioni: così non si può andare avanti.








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