Se non si chiamasse Allegri la panchina del Napoli avrebbe un altro padrone

Quello di Massimiliano Allegri è un nome importante, un mister carismatico che ha vinto tanto. Ma a Napoli sta deludendo,
La classifica del Napoli dopo la sconfitta con la Juventus è peggiorata ulteriormente. Gli azzurri sono ormai sono lontanissimi anche dalla zona Champions League. il rischio concreto è quello di restare fuori dall'Europa che conta. Stanno facendo fatica un po' tutti.
Allegri resta a Napoli (anche) per il suo ricco curriculum
Se Massimiliano Allegri non si chiamasse Massimiliano Allegri, oggi la panchina del Napoli avrebbe un altro padrone. È questa la durissima verità che emerge dal complicato avvio di stagione dei partenopei, certificato ulteriormente dal pesante 2-0 subìto all'Allianz Stadium contro la Juventus. Un battuta di arresto arrivata al termine di una prestazione opaca, in dieci uomini, che lascia gli azzurri lontanissimi dalla vetta e riaccende con violenza il dibattito sulla tenuta della guida tecnica.
Già quattro sconfitte in campionato
Quattro sconfitte nelle prime dieci giornate di Serie A quelle del Napoli, tantissime. In qualsiasi altra piazza italiana, e con un qualsiasi allenatore dal curriculum meno blasonato, una crisi d'identità così profonda avrebbe già spinto la società a un ribaltone immediato. A salvare il mister è il suo passato, i sei scudetti e una striscia di trionfi che impone, per forza di cose, una dose massiccia di pazienza a una dirigenza che ha investito tantissimo sul suo profilo. La sosta per le Nazionali si avvicina, ma prima ci sarà l'importantissimo crocevia di Champions League contro il Porto. Senza una reazione d'orgoglio e un'inversione di tendenza netta nel gioco, la situazione non migliorerà.








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