Napoli-Genoa, pagelle: Ngonge unica gioia, il voto a Mazzarri, Traorè e Kvara. C'è un 10
Ancora un risultato deludente per i campioni d'Italia in carica: al Maradona ci pensa "Cirillo" ad evitare un'altra sconfitta, col Genoa finisce 1-1.

Il Napoli ha dimenticato come si vince. Il Napoli non sa più divertirsi in campo e, di riflesso, annoia chi guarda quel che resta di una squadra che ha conquistato uno scudetto insegnando calcio a tutti. Un vero peccato vedere al Maradona 50mila persone deluse non tanto per l’ennesimo risultato - 1-1 contro il Genoa – che ha il sapore della sconfitta, ma per la quasi totale assenza di carattere dei campioni d'Italia in carica. Dopo un primo tempo con sparuti sussulti e con due buone parate del rientrante Meret, ci ha pensato Frendrup, dopo due minuti dall’inizio della ripresa, a movimentare con un gol il noioso pomeriggio vissuto a Fuorigrotta da un popolo di impavidi che ha riempito le gradinate del fu San Paolo. 0-1 e buio pesto per i campioni d’Italia. Il gol del nuovo acquisto Ngonge, ancora una volta lasciato in panchina per troppo tempo, ad un soffio dal 90° ha reso meno amara una sfida che di certo non ricorderemo a lungo. Gli unici a dannarsi i sempre indomiti Lobotka e Kvaratskhelia, pur senza brillare come sanno. Male Di Lorenzo, Natan (entrato nel secondo tempo), il nuovo acquisto Traorè alla prima maglia da titolare, Politano e Simeone. Malissimo Mazzarri al quale, però, oltre alle attenuanti generiche resta l'ultimo alibi: Osimhen. Le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 6,5. Rientra dal primo minuto e si rende subito protagonista con due parate, in particolare sui colpi di testa di Retegui.
Di Lorenzo: 5,5. Involuzione terribile del capitano che fa fatica a sovrapporsi a Politano. E anche in difesa non rende come sa. Nel finale è lui a staccare di testa per l’assist a Ngonge.
Rrahmani: 5,5. Il migliore del reparto tra chiusure e letture preventive. Di testa, però, perde qualcosa e anche nell’azione del gol appare lentissimo.
Ostigard: 5. Retegui approfitta delle sue disattenzioni troppo spesso. Vive di pochi alti e troppi bassi, tra cui un cartellino giallo. Dal 46’ Natan: 5. Si rivede dopo l’infortunio ed è lui a respingere il pallone sui piedi di Frendrup che non ne approfitta.
Mazzocchi: 5,5. Buona spinta, ma poi non concretizza. Perde lucidità e ritmo col passare dei minuti. Dal 65’ Olivera: 6. Macina chilometri e soprattutto il traversone da cui nasce il gol del pareggio.
Anguissa: 5. Appare spaesato e poco brillante. Ci prova di sinistro e di testa, tuttavia mancano precisione e cattiveria. E’ il fratello “minore” del calciatore ammirato lo scorso anno. Irriconoscibile. Nell’azione del gol è lentissimo poco fuori l’area nell’annusare il pericolo.
Lobotka: 6. Da premiare il grande lavoro che fa, ma predica nel deserto. Si perde anche lui spesso e volentieri, ma giocateci voi con ai lati Anguissa e i Traorè del momento.
Traorè: 5. La prima partita da titolare e al Maradona. Non era facile, ma è ancora lontano dalla forma migliore. Voto basso, giudizio tutto sommato sospeso. Dal 59’ Lindstrom: 5. Prova a fare tutto da solo. E non ci riesce. Non vede Kvara in area tutto solo.
Politano: 5. Si vede poco e anche gli automatismi con Di Lorenzo sembrano lontani ricordi. Dal 58’ Ngonge: 7,5. E’ adrenalina pura per rianimare i compagni. Segna il gol dell’1-1. Meriterebbe di giocare di più. "Cirillo" è il nuovo che avanza.
Simeone: 4,5. Poco assistito, ma anche lui ci mette del suo per isolarsi e farsi annientare tra le maglie degli avversari. Dal 77’ Raspadori: sv. E’ entrato?
Kvaratskhelia: 6,5. La classe c’è e si vede, specie nei dribbling, ma tra un pizzico di sfortuna e la poca concretezza dei compagni, anche il suo lavoro sembra acqua nel vino.
All. Mazzarri: 5. Sterile possesso palla, poche idee, condizione psico-fisica non ottimale. Il tempo gli è stato dato: resiste solo l’ultima attenuante, ovvero l’assenza di Osimhen. Con il Barcellona l’ultima chance di cambiare l’inerzia di una stagione terribile. Ma il quarto posto resta una chimera.
10 al pubblico del Maradona: i tifosi del Napoli l’unico aspetto da salvare in un anno da dimenticare presto.
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