Milan-Como in Australia, Ziliani: "Non viene commessa un'evidente irregolarità?"
Il giornalista Paolo Ziliani ha commentato il trasferimento della partita di Serie A tra Milan e Como a Perth in Australia.

Milan-Como si giocherà a Perth, in Australia. La decisione della Lega Calcio ha scatenato le ire dei protagonisti, diversi calciatori, infatti, si sono detti contrari a questo estenuante viaggio per giocare una gara di massima serie. Dura la replica dell'amministratore delegato De Siervo.
Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo X, ha detto la sua in merito: "Secondo voi chi vuole più bene al calcio: Rabiot e Maignan o Abodi e De Siervo? E vi scandalizza di più lo stipendio dei giocatori o quello del Ministro e dell'Ad della Lega? Una riflessione a voce alta sull'ultima colossale idiozia del calcio italiano (Milan-Como che si giocherà in Australia): un'insensatezza che i calciatori non avrebbero il diritto di denunciare in quanto "profumatamente pagati" (quindi pensino a giocare). Invece i due francesi del Milan venuti allo scoperto hanno ragione: e tutti, Milan compreso, dovrebbero ringraziarli per l'amore mostrato non al proprio interesse, ma alla tutela del gioco del calcio".
Poi aggiunge: "Il Como di Fabregas è un’ottima squadra: capace addirittura, secondo molti, di ambire alla conquista di un posto in Europa League o in Conference League. Ebbene, poniamo il caso che questa cosa avvenga: e che avvenga per un punto di vantaggio che il Como a fine campionato si ritrova in classifica nei confronti di una diretta concorrente (poniamo il Bologna). Direte: niente di strano. Nel calcio succede spesso. Un anno fa la Juventus andò in Champions e la Roma rimase fuori proprio per un misero punto di differenza. E avete ragione: è così da quando esiste il calcio".
"Poniamo però che quel punto di vantaggio così prezioso, sportivamente e economicamente parlando, che il Como si ritrova in classifica a fine torneo sia arrivato grazie anche a un pareggio o magari una vittoria strappati nella partita della 24^ giornata, Milan-Como, che per la prima volta nella storia della Serie A è stata fatta disputare per motivi di cassetta (12 milioni di appannaggio) all’estero, a 14mila km di distanza dal suolo lombardo, esattamente a Perth in Australia. Anche se la controprova non c’è, al club che per un punto si è visto escluso dalla partecipazione alle coppe (e ai giocatori di quel club, e ai tifosi di quel club, e forse a tutti gli sportivi) verrà naturale chiedersi: e se Milan-Como si fosse giocata a San Siro? Se Nico Paz fosse scese in campo in casa del Milan e avesse giocato davanti ai 70 mila tifosi del Milan che sospingevano il maestro Modric? Siamo proprio sicuri che il Como avrebbe lo stesso pareggiato o vinto quella partita?".
"E poiché la regola numero 1 del calcio non solo italiano ma mondiale, la pietra su cui sono stati edificati i templi di tutti i campionati giocati fino a oggi nel globo terraqueo prevede che ogni club affronti gli avversari una volta in casa e una volta fuori casa affinché il principio dell’equa competizione venga rispettato; dal momento che la regola in questo caso non è stata rispettata e ha avvantaggiato il Como che ha giocato una partita in trasferta in meno rispetto agli altri 19 club, partita che ha consentito al Como di raccogliere 1 punto (o magari 3), punto risultato poi determinante ai fini del piazzamento finale, piazzamento che gli ha permesso di qualificarsi a una coppa europea a scapito di un altro club; poiché la regola dell’equa competizione con tutta evidenza non è stata rispettata, la domanda per tutti quelli che amano non solo il calcio ma lo sport e il rispetto delle regole è: non è stata commessa un’evidente irregolarità?". Si chiede il giornalista.
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