Il Napoli ha trovato "il piccolo Principe", Dries lo guida con il joystick: ai tifosi il diritto di volo

La squadra di Gattuso sembra aver trovato il calciatore in grado di finalizzare le tante occasioni concesse.
“Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio”. Aveva tutte le ragioni del mondo a scriverlo Antoine de Saint-Exupéry nel suo capolavoro “Il piccolo Principe”. Il piccolo principe del Napoli, in attesa di diventare Re ma per quello aspettiamo tempi più maturi, è senza dubbio Victor Osimhen, protagonista assoluto della prima settimana di ritiro in quel di Castel Di Sangro. E’ proprio l’attaccante nigeriano la nuova forza, l’altra opportunità, il nuovo inizio di un Napoli che ormai ha scritto a caratteri cubitali la parola fine con Arek Milik, deo gratias, penserà più di qualcuno che proprio non ne poteva più del centravanti polacco.
Per carità, Milik avrà pur fatto il suo numero discreto di gol, ma al Napoli e Gattuso serviva qualcosa in più del numero 99, o almeno un attaccante con caratteristiche diverse. Quelle che appartengono al centravanti ex Lille, come ben vi avevamo pronosticato a fine maggio, auspicandoci un suo approdo in azzurro che si è poi verificato circa 3 mesi dopo. Certo, l’avversario di ieri non è da tenere in considerazione, sarebbe ben oltre il limite del confine con la follia, ma Osimhen in pochi giorni ha già dimostrato di avere quel quid in più tipico di chi è indirizzato a fare grandi cose, di chi è destinato a diventare una stella del calcio europeo e non una meteora. Se ne è accorto ben presto Gattuso, non che faccia il veggente, ma che con la sua capacità di analisi aveva già capito tutto quando alla conferenza stampa di presentazione del suo nuovo attaccante aveva affermato che a questo Napoli poteva dare una variante in più, una straordinaria capacità di attaccare la profondità che prima nessuno gli poteva dare.
Ci ha messo 7-8 minuti, ieri sera, per dimostrare quanto possa essere letale la pantera Victor, che, proprio come il maestoso felino, ha dimostrato tutta la sua potenza e velocità nelle diverse scorribande che si è concesso durante la partita, tra cui quelle vincenti dei gol. Ma il nuovo numero 15 del Napoli, o forse numero 9 (Llorente permettendo), non è solo velocità, potenza e gol, ma anche tanto altruismo. Emblematico quando ha aspettato Lozano per offrirgli un cioccolatino solo da scartare. Osimhen segna e convince, non solo per le doti tecnico-tattiche ma anche e soprattutto per quelle caratteriali: il Napoli che negli ultimi anni aveva un problema con il gol poiché incapace di finalizzare le tante occasioni concesse, ora ha trovato un attaccante che ha gli occhi della tigre, il killer instinct di quello che è nato per fare gol, in ogni modo, in ogni luogo. Grandissima determinazione, già in amichevole, figuriamoci quando le cose si faranno più difficili. Sorriso smagliante a 32 denti ed abbracci calorosi coi compagni, che già sembrano averlo adottato, così come i tifosi che ieri cantavano il suo nome.
Mertens, quando si trattava di fare la fase difensiva, sembrava guidarlo con il joystick per aiutare il più giovane compagno. Tutte queste cose non sono da sottovalutare, perché quando riesci ad integrarti così facilmente in un nuovo gruppo allora hai doti che vanno ben oltre il calcio ma che poi si riflettono in modo positivo sul rettangolo verde di gioco. Dovrà essere stato facile per lui che ha vissuto cose ben più difficili che affrontare una partita di calcio, rifugio sicuro per sentirsi felici e dimostrare con allegria il proprio valore. “Nulla è più democratico del sogno. Garantisce a tutti il diritto di volo”. Allora che sognino i tifosi azzurri, non è vietato, mentre Victor ha iniziato a spiccare il suo volo, con l’augurio che lo porti e ci porti molto lontano.
Valerio Vitale






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