Cremonese-Napoli, pagelle: tigre Simeone, Kvaratskhelia impetuoso. Anguissa, "notizia" da non credere
La squadra di Luciano Spalletti (mister ancora perfetto nei cambi) supera anche la Cremonese ed ora è prima in classifica in solitaria. Per Mario Rui solo applausi.
Il Napoli non ha intenzione di fermarsi: battuta anche la Cremonese, allo stadio Zini finisce 1-4. Con i tre punti conquistati i partenopei restano al comando della classifica di Serie A, ma questa volta in solitaria dopo il pareggio dell'Atalanta sul campo dell’Udinese (2-2, ndr). Dopo l’iniziale palo colpito da Rrahmani, partito palla al piede tra le maglie avversarie come un treno senza fermate intermedie, azzurri in vantaggio grazie ad un rigore (nettissimo, a scanso di equivoci) concesso per fallo in area su Kvaratskhelia e trasformato da Politano al 26’. Il pareggio dei padroni di casa al 47’ con Dessers, al primo gol in Serie A, lesto a girare in rete una deviazione fortunata su tiro da fuori area di Ascacibar. I ragazzi di Alvini a quel punto prendono coraggio e seminano il panico con il subentrato Okereke pur senza creare affanni a Meret.
I partenopei reagiscono, ma Radu dice di no a Raspadori e Anguissa nella stessa azione. Poi il portiere dei lombardi deve arrendersi sul colpo di testa di Simeone, anche lui entrato nel secondo tempo, bravo a colpire di testa sul calibrato traversone di Mario Rui. I grigiorossi provano a ritrovare il pareggio, ma cedono definitivamente il passo nel recupero e subiscono i gol di Lozano (su assist dello scatenato Kvaratskhelia) e Olivera (su assist di Di Lorenzo). Il Napoli continua a vincere, altri quattro gol a chiusura di una settimana da incorniciare e ricordare a lungo (soprattutto per il 6-1 rifilato a domicilio all’Ajax). Le pagelle di Areanapoli.it
Meret: 6. Zanimacchia (di proprietà della Juventus) colpisce il palo e Dessers segna il gol del momentaneo pareggio: in entrambe le circostanze non ha responsabilità. La Cremonese tiene testa al Napoli, ma non si rende pericolosa. Affidabile nelle prese alte.
Di Lorenzo: 7. Ormai le prestazioni eccellenti non si contano più, il terzino della nazionale è un pilastro al di là della fascia di capitano. In difesa soffre qualche minuto nel secondo tempo, ma nel complesso tiene botta e si propone con regolarità. Al termine della sfida trova anche il traversone vincente per la testa di Olivera.
Rrahmani: 6,5. Al pronti via si improvvisa slalomista palla al piede e colpisce l’incrocio dei pali: sfiora così il gol della giornata. Sfortunato in occasione del gol di Dessers, la deviazione lo taglia fuori dai giochi. Lotta e soffre pur con qualche sbavatura. A pochi minuti dal termine si fa male dopo aver spazzato l’area. Dall'82' Ostigard: sv. Catapultato nella mischia, ci mette l’anima, ma l’approccio non è dei migliori.
Kim Min-jae: 6,5. In leggero affanno dopo gli ultimi impegni, tuttavia l’abnegazione è mostruosa. Importanti e decisive le chiusure su Dessers. Come Rrahmani è sfortunato in occasione del gol. Nel gioco aereo è un portento, così come quando c’è da scalare.
Mario Rui: 7,5. Corsa, grinta, spirito guerriero, qualche affanno e poi quel cross perfetto per testa di Simeone che vale l’1-2 e cambia nuovamente la partita e la mette sui binari della vittoria. Per le tante critiche, spesso eccessive, subite in passato, merita sempre un mezzo voto in più del dovuto. Dall'82' Mathias Olivera: 7. Segna allo scadere quando la partita è sull’1-3 e conferma sia la sua grande fame sia il fatto che il Napoli ha finalmente due terzini sinistri di grande livello e affidamento.
Anguissa: 6. Meïté è un osso duro e gli crea notevoli difficoltà, ed inoltre spreca diverse occasioni in una delle quali ignora Raspadori tutto solo a due passi da Radu. Non la miglior performance di quest’anno. Anche lui è umano, questa è la "notizia" da non credere.
Lobotka: 6,5. Il tecnico della Cremonese crea una gabbia intorno a lui, ma il regista del Napoli sprinta e riesce a smarcarsi toccando un’infinità di palloni con una percentuale di precisione quasi assoluta. Conquista punizioni preziose e all’occorrenza è difensore aggiunto.
Ndombele: 6. Mentre si accende e si fa notare con giocate rapide palla al piede, cala di intensità ed esce dal gioco. Non è ancora entrato del tutto nei meccanismi di Spalletti, specie in fase di non possesso, ma la condizione è nettamente migliorata. Dal 57' Simeone: 8. Entra con una cattiveria agonista che fa impazzire i tifosi e sul cross di Mario Rui segna il gol che mette in discesa la partita svettando di testa sul secondo palo. Ha gli occhi della tigre e gli occhi, è noto, non mentono. Non contento, gioca di fino per Kvaratskhelia nell’azione che porta all’1-3.
Politano: 6,5. Sblocca la partita dagli 11 metri trasformando il rigore conquistato da Kvara. Si produce in dribbling e assist, poi pian piano cala alla distanza e non manca qualche conclusione sballata. Dal 73' Lozano: 6,5. L’ingresso in campo non è dei migliori tra palle perse e soluzioni da egoista. Poi trova il gol seguendo in progressione l’azione innescata da Simeone e rifinita da Kvaratskhelia: deve solo appoggiare in rete a porta vuota. Sfiora anche il raddoppia, ma Radu si esalta.
Raspadori: 6+. Sgattaiola ovunque in cerca di rifornimenti e con lo scopo di aprire il fortino avversario. Fuori dall’area si muove bene, in area risulta spuntato in almeno due occasioni favorevoli. Anguissa non asseconda un suo affondo in zona calda. Dal 74' Zielinski: 6. Dà qualità alla manovra e non disdegna di usare la sciabola nei duelli quando la Cremonese prova l’assedio.
Kvaratskhelia: 7,5. Inizia ad essere pure calcolatore evitando accelerazioni difficili da capitalizzare. Si procura un netto calcio di rigore con un guizzo dei suoi in area. La Cremonese lo bracca con l'intenzione di togliergli l’aria, lui svaria per non dare riferimenti. Serve a Lozano un assist perfetto per il gol dell’1-3.
All. Spalletti: 7,5. Il suo Napoli è in leggero affanno dopo i tanti impegni ravvicinati, ma nonostante tutto passa in vantaggio con grande merito. Poi riesce a trovare le energie per vincere dopo aver incassato il gol del pareggio. La squadra, nel finale, si concede anche una goleada dopo aver dimostrato di saper soffrire. Se i calciatori si aiutano a vicenda e nessuno si lamenta per il minutaggio, il merito è soprattutto suo: ha creato un clima straordinario.








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