Corbo: "Un piccolo Napoli si rivela fragile e vulnerabile all'improvviso"

"Tutto sembrava sostenere il Napoli nei primi 25', ma quello squarcio sulla sua destra l'ha demoralizzato".
Antonio Corbo, sulle colonne de La Repubblica, analizza così la sconfitta del Napoli di Mazzarri in casa del Milan: "Il Napoli si rivela fragile e vulnerabile all’improvviso, quando il Milan esce dalla subalternità a centrocampo con un contropiede esemplare. Il gol di Theo Hernandez tra Gollini ed il primo palo ha gli effetti di uno choc per la squadra che ormai dominava. Disinvoltura, superiorità consapevole, orgoglio di aver indovinato il cambio di formula. Tutto sembrava sostenere il Napoli nei primi 25’, ma quello squarcio sulla sua destra l’ha demoralizzato. La micidiale serpentina, da Giroud a Leao a Theo che sorprende Gollini, mette sotto accusa un intero settore, il destro. Si muovono come mimi Lobotka, Di Lorenzo, Ostigard".
E ancora: "Marcano largo, nessuno dei tre interviene, i rimorsi pesano per tutto il primo temo, perché il Napoli sembra sgonfiarsi, al centro perdono potere Anguissa, Zielinski e lo stesso Lobotka che riapparirà con la sua buona tecnica e capacità di guida nella ripresa. Se a sinistra Mazzocchi conferma la sua intraprendenza influente, sembra Di Lorenzo quinto a destra".
"Venti minuti difficili per il Napoli, ma soprattutto per Mazzarri che deve inventare un ribaltone. Davanti a lui c’è un piccolo Napoli con il solo Kvaratskhelia che onora la missione giocando. Ma Simeone perde i contatti e finisce nella morsa di un discreto Gabbia, alle spalle la squadra produce poco".








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