Alisson Santos illumina Napoli, "a questo punto, buonanotte all'incertezza"
Qualcuno si era già permesso di bocciarlo dopo il Como e, invece, Alisson Santos ha risposto alla grande a tutti gli scettici e a chi lo aveva definito "cringe".

Entra in campo contro la Roma nella ripresa e già al primo tocco di palla dà la sensazione che qualcosa stia per cambiare. Perché chi osserva con attenzione - chi vede, sa e capisce - riconosce subito il piglio di un giocatore entrato con l'intenzione di sorprendere: coraggio, personalità, fame. Ed è esattamente ciò di cui il Napoli, in questo momento, ha bisogno.
Alisson Santos voleva spaccare il mondo. Voleva dimostrare ai suoi nuovi tifosi che il Napoli ha fatto bene a credere in lui. Il ruggito dopo il rigore trasformato contro il Como, nella serie finale di Coppa Italia dopo i tempi regolamentari, era stato etichettato da qualcuno come "cringe": nel linguaggio della Gen Z, qualcosa di stupido, banale. No, quello era soltanto l'antipasto. La portata principale, decisamente gourmet, sarebbe arrivata di lì a poco.
Perché sì, "a questo punto, buonanotte all'incertezza", cantavano Ornella Vanoni, Toquinho e Vinicius de Moraes in 'La voglia, la pazzia'. Un richiamo perfetto, quasi naturale: un tocco di bossa nova, la musica della sua patria. Buonanotte agli incerti, a chi lo aveva già archiviato in fretta, a chi si era spinto a definirlo un "nuovo Lang". E attenzione: non c'è nulla di lusinghiero in questo paragone, visto quanto l'esperienza dell'olandese in azzurro abbia deluso.
Alisson, invece, appunto entra con quella voglia e con quella pazzia brasiliana che si condensano in un solo gesto: un gol carico di rabbia e determinazione, seguito da lacrime che raccontano molto più di mille parole. A quelle sensazioni, però, aggiungiamo un termine ulteriore: incoscienza. Quella sana, necessaria, che sulla fascia sinistra - dopo Kvaratskhelia - sembrava essersi smarrita.
È presto, prestissimo, per sbilanciarsi. Le esaltazioni premature non hanno mai aiutato nessuno. Ma se questa è davvero la carta d'identità di Alisson Santos, allora sì: il silenzio calerà, uno alla volta, su tutti gli scettici.
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