A Napoli torna il cattivo gusto. I soliti nomi nella lettera di Nennillo
Ci siamo quasi, nei prossimi giorni ogni buon napoletano che si rispetti vedrà Natale in casa Cupiello. Alcuni però si sono avviati prima per la solita litania.
"Concè, fa freddo fuori?". "Hai voglia, Lucariè: si gela". Lo scambio di battute tra Luca Cupiello e sua moglie nella famosa opera di Eduardo De Filippo "Natale in casa Cupiello", si sposa perfettamente con il gelo che è calato sul Napoli di Luciano Spalletti che aveva dominato la prima parte del campionato per poi cadere rovinosamente nelle ultime giornate - anche e soprattutto a causa degli infortuni - e ritrovarsi addirittura al quarto posto dietro l'Atalanta di Gasperini. Su 17 partite i partenopei hanno perso solo tre volte, eppure in città sono spuntati come i funghi i soliti disfattisti sfigati e lamentosi che, a mo' di litania, come leggendo la lettera natalizia di Nennillo, figlio di Luca e Concetta, riportano nel dibattito Gennaro Gattuso e Carlo Ancelotti, tecnici abbondantemente archiviati. Cattivo gusto scontato, annunciato, banale.
"Cara madre, tanti auguri per il Santo Natale. Ti prometto che sarò sempre buono e rispettoso. Questo ti dissi l’anno passato e questo ti dico anche adesso. Cara madre, ho deciso, mi voglio cambiare; preparami…", dice Nennillo. E i vari giornalisti: "... i soliti Gattuso, Ancelotti e pure Benitez o Sarri per criticare Spalletti". E così Nennillo gli lancia i piatti che, cadendo, si rompono, e ne esce fuori la consueta disturbata interna, di famiglia, mentre c'è chi si diletta a scrivere altre lettere - spesso autoreferenziali - per decantare la bellezza di Napoli che lotta contro tutto e tutti. Ogni anno 'a solita litania alle prime difficoltà.








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