McTominay e Gilmour sono adatti per il gioco del Napoli? C'è un parametro da considerare
Il Napoli si appresta ad accogliere McTominay nella giornata di domani e, secondo le ultime indiscrezioni, è in chiusura per Gilmour. Ci si chiede se entrambi gli scozzesi siano adatti per il gioco di Conte.

Il Napoli sta vivendo una settimana di mercato particolarmente intensa, nonostante permanga il rischio concreto che Victor Osimhen possa rimanere sul groppone. Però, il presidente Aurelio De Laurentiis ha dimostrato un profondo attaccamento al suo allenatore, riponendo in lui una fiducia tale da indurlo a stravolgere la consueta politica societaria del "prima vendere, poi comprare". Si tratta di un autentico all-in da parte del patron azzurro, ma la solidità finanziaria accumulata nel corso degli anni, grazie a una gestione economica sostenibile che ha costantemente garantito bilanci in positivo, gli consente di prendersi questo rischio.
È proprio per questo che De Laurentiis può permettersi di chiudere una sessione di mercato in rosso - sempre se, ovviamente, non si dovesse concretizzare la cessione di Osimhen - tanto più se si considera l’arrivo di Antonio Conte in panchina .
Nel frattempo, il club partenopeo si appresta ad accogliere Romelu Lukaku e Scott McTominay, attesi nella giornata di domani, e secondo le ultime indiscrezioni, anche Billy Gilmour potrebbe presto unirsi alla rosa.
Pur conoscendo il potenziale di Lukaku, pupillo di Conte, vale la pena soffermarsi sulle ragioni che hanno spinto il tecnico leccese a volere due giocatori come McTominay e Gilmour.
C'è un parametro cruciale da considerare, per evitare errori come quello commesso con Lindstrom, riguarda i tecnici che li hanno guidati e i sistemi di gioco in cui sono stati impiegati nel corso delle loro carriere. Entrambi gli scozzesi hanno infatti militato sotto la guida di allenatori che prediligono un gioco propositivo: McTominay con Erik ten Hag e Gilmour con Roberto De Zerbi. Entrambi, inoltre, hanno giocato nel medesimo sistema di gioco, il 4-2-3-1, occupando il ruolo dei due centrali di centrocampo.
Di conseguenza, considerando il calcio dinamico fatto di passaggi veloci e verticalizzazioni che Conte intende proporre e il suo sistema di gioco, il 3-4-2-1, che prevede sempre due giocatori sulla linea mediana, è lecito affermare che tanto l'ex Manchester United quanto il giovane del Brighton siano adatti alla filosofia tattica del tecnico salentino.
Naturalmente, tra Premier League e Serie A esistono differenze sostanziali, poiché i due campionati offrono prospettive distinte. In Inghilterra, le difese tendono a essere più aperte, mentre in Italia si trovano spesso squadre più chiuse (anche se questa tendenza si sta gradualmente attenuando).
Pertanto, i giocatori provenienti dalla Premier League dimostrano spesso una condizione atletica superiore, che rappresenta un vantaggio nel massimo campionato italiano. Resta comunque da vedere come si adatteranno alla Serie A, ma le premesse sono senz'altro promettenti.
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