Il Napoli seguiva Timothy Weah, poi Manna lo portò alla Juve. Papà George voleva un altro club per lui
Fosse dipeso da George Weah, suo figlio Timothy ora vestirebbe la maglia di un'altra società di Serie A diversa dalla Juventus.

"Ci piacciono i giapponesi, gli americani... Vorrei un americano...". Correva l'anno dello Scudetto, l'estate del 2023, quando Aurelio De Laurentiis, nell'euforia del momento, si lasciò andare ad una confessione di mercato, ammettendo che il suo staff stesse guardando a profili stranieri per il Napoli del futuro. All'epoca, Cristiano Giuntoli era formalmente ancora un dirigente partenopeo e tra i calciatori che erano stati osservati dai suoi scout rientrava il promettente Timothy Weah, classe 2000 in uscita dal Lille.
Da lì a poco, però, il figlio d'arte si trasferì alla Juventus, con alcuni media nazionali che suggerirono l'idea che fosse stato proprio Giuntoli, che poco dopo sarebbe passato alla stessa Juve, ad indicare a Giovanni Manna di chiudere l'affare per lo statunitense.
Fosse dipeso da papa George, tuttavia, Timothy sarebbe oggi in un terzo club. Quale? Beh, il suo 'amato' Milan: "Avevo parlato a Maldini di lui, lo stava osservando per il Milan, poi lo prese la Juventus. A Milano - ha ricordato l'ex bomber - mi sono subito a casa mia, sin dal primo giorno. Berlusconi, Galliani e i compagni e poi l’affetto della gente, una cosa incredibile ancora oggi” sono state le sue parole a La Gazzetta dello Sport.
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