"Il Napoli segue Atta da mesi", è in pole per rinforzare il centrocampo azzurro
Il Napoli sta lavorando per portare Arthur Atta all'ombra del Vesuvio nella prossima stagione. Il giocatore dell'Udinese piace molto al club azzurro.

Il Napoli lavora sottotraccia sull’Udinese. Non si tratta di semplici osservazioni sporadiche: il club azzurro ha spedito amici, amici degli amici e osservatori fidati a seguire i bianconeri sia in casa che in trasferta, con l’obiettivo di intervenire in modo lucido e possibilmente anticipato su profili utili a rinforzare un progetto ambizioso. Uno di questi nomi è finito da tempo in evidenza nel database di Castel Volturno, marcato in azzurro: Arthur Atta.
Il Napoli segue Atta da diversi mesi
L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport riferisce quanto segue: "Da un po’ — e ormai sono mesi — il Napoli spedisce amici e amici degli amici in gran segreto a seguire l’Udinese, giochi in casa sua oppure fuori, perché dovendo intervenire lucidamente e possibilmente pure in anticipo, c’è sempre qualcuno che possa rientrare in un progetto destinato ad alimentare ambizioni: Arthur Atta ha (appena) 23 anni, una consistenza tecnica ed atletica che soddisfa e le relazioni, ormai nel data-base di Castel Volturno, sono evidenziate in azzurro".
Profilo giusto per il centrocampo del Napoli
L’età gioca a suo favore: i margini di miglioramento sono evidenti e la sua «spudorata» esuberanza sul rettangolo di gioco rappresenta un plus non trascurabile per il futuro. Atta, tra l’altro, sta vivendo una stagione da leader nell’Udinese. E proprio per questo motivo il suo prezzo non è basso: la bottega di Pozzo è notoriamente cara e per portarlo a Napoli si parla di una ventina di milioni di euro. Una cifra importante, ma non proibitiva per chi vuole investire su un elemento destinato a diventare un punto di riferimento del centrocampo azzurro.
Atta in pole tra i centrocampisti seguiti dal Napoli
Al momento Atta sembra in pole position tra i profili monitorati. Che piaccia al Napoli è fuori discussione. Ma perché l’affare si concretizzi servirà, come spesso accade nel calcio italiano, pazienza. De Laurentiis e Pozzo lo sanno bene: per chiudere l’operazione Inler nel 2011 attesero sei lunghi mesi in religioso silenzio, prima di calare la maschera e portare il colpo a termine. Ora la palla è nel campo delle due società.







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