Rinunciò ad un miliardo per amore: la scintilla mancata a Napoli e il calcio dei sentimenti

L'attaccante nativo di Rimini non si riconosce più nel calcio di oggi in cui contano soprattutto i soldi e gli ingaggi milionari.
Igor Protti, ex attaccante classe 1967, uno che ai suoi tempi era considerato tra i migliori bomber del calcio italiano, in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport ha dichiarato: "Oggi fanno un paio di partite buone e già si parla di azzurro. Io non sono stato mai convocato, nemmeno dopo i 24 gol di Bari... E, probabilmente, almeno un’amichevole con l’Italia l’avrei meritata. Con Kennet Andersson, anche se quel Bari poi finì in Serie B, facemmo 36 gol in due: io 24, lui 12…".
Inoltre aggiunse: "Ho rinunciato a un miliardo di contratto per Livorno e quel gesto l’ho fatto e lo rifarei mille volte. Ora invece gli stipendi sono assurdi. Quello che certi calciatori prendono in un mese noi lo prendevamo in un paio d’anni… Assurdo. Da come vedo, non esiste più il calcio dei sentimenti".
Protti fu vicino a firmare con l'Inter, che però non riuscirono a cedere Iván Zamorano. Passò dunque alla Lazio e dopo i 7 gol della stagione 1996-97, passò al Napoli. I tifosi partenopei confidarono molto nella coppia Protti-Bellucci, che però non ebbe continuità. La scintilla non scoccò e anche a causa dei problemi societari, la stagione si concluse con una retrocessione in Serie B. Si congedò con un bellissimo gol contro la Juventus di Del Piero e Zidane: 2-2 a Torino.







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